Penale

Quando nei reati manca l’intimidazionenon può sussistere il “metodo mafioso”

Giampaolo Piagnerelli

Nei reati - seppur gravi - come lo spaccio e danneggiamenti con incendi non si può contestare agli agenti l'aggravante del metodo mafioso solo perché gli illeciti sono perpetrati in forma associata. La Cassazione, con la sentenza n. 47588/2015 , ha precisato che perché possa parlarsi di circostanza aggravante prevista dall'articolo 7 del Dl 152/1991, come modificato dalla legge 203/1991 (il cosiddetto “metodo mafioso”) è necessario l'impiego della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo. Niente ...


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