Penale

Pedopornografia anche se il sito assicura la maggiore età, conta l'immagine

Francesco Machina Grifeo

Rischia un anno di reclusione (oltre la multa) per detenzione di materiale pornografico (articolo 600-quater c.p. ) chi scarica da internet foto in cui la minore età risulti evidente sia dai connotati fisici che dagli stessi indirizzi internet, mentre nulla vale che la pagina web assicuri che le ragazze siano maggiorenni. Lo ha stabilito laCorte di cassazione, sentenza 4678/2015 , confermando la decisione della Corte di appello di Venezia secondo cui «quel che conta, ai fini della sussistenza del reato, è la effettiva consapevolezza, da parte dell'utente, della minore età delle persone coinvolte nella realizzazione del materiale pornografico, non quel che di diverso dichiarino i siti informatici».

La vicenda
- Il ricorrente aveva contestato il criterio, «del tutto soggettivo», utilizzato dal giudice di prime cure per affermare la minore età delle ragazze, deducendo che era «opinabile», e privo del necessario rigore scientifico: «la grandezza dei seni o l'assenza di peli sul pube non caratterizzano univocamente la minore età, mentre il viso - non trattandosi di bambine - non indica con assoluta certezza la minore età stessa della modella». In appello, era stata però esclusa l'aggravante per l'ingente quantità, 273 files, perché l'imputato aveva dimostrato che in molte immagini comparivano modelle adulte e pornostar conosciute, confermando per il resto la condanna.

La motivazione
- In particolare la responsabilità derivava dal fatto che molte immagini erano state scaricate da siti internet dal nome chiaramente allusivo, anche se poi in concreto né il consulente tecnico né il Pm avevano potuto accedere alle Url incriminate «perché l'indirizzo non era più attivo o perché occorreva registrarsi o perché era necessario pagare con carta di credito». Secondo la sentenza, tuttavia, «in alcune immagini la minore età delle ragazze raffigurate era evidente», e comunque «quando l'utente accede ad un sito che contenga, nel suo Url, diciture riferibili a bambini o a minorenni (come, ad esempio, emily18, clubseventeen, teensfun, ftvgirls) e scarichi, detenga ed archivi le relative immagini, consapevolmente offende il bene giuridico protetto dalla norma, sopratutto se le modelle hanno connotati fisici tipici delle ragazze non ancora completamente sviluppate».

Per la Suprema corte, che in primis ricorda i limiti propri dell'indagine di legittimità, dunque «affermare che la minore età delle modelle può essere desunta dal loro aspetto fisico e dal fatto che le relative immagini sono scaricate da siti che, nel loro indirizzo Url, fanno chiaro (o anche solo allusivo) riferimento alla minore età, non solo non è conclusione palesemente illogica o contraddittoria con le premesse di fatto da cui muove il sillogismo, ma è frutto di un esame non parcellizzato e globale della prova che rende coerente e ragionevole la conclusione che se ne trae anche in ordine alla consapevolezza della minore età delle modelle da parte di chi accede a tali siti e scarichi il relativo materiale».


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