La raccomandata avvia la costituzione in mora

LA DOMANDA Nel 2013, un privato acquista, a mezzo telefono, il servizio Premium. Dopo qualche mese, sia per disguidi nei pagamenti con carta di credito ricaricabile, sia per non avere fruito del servizio, il consumatore invia una lettera raccomandata, chiedendo la risoluzione del contratto. A gennaio 2014, la società, a mezzo lettera non raccomandata, comunica la risoluzione del contratto, informa il consumatore che affiderà il recupero crediti ad una società la quale, oltre a riscuotere il credito, addebiterà l'importo di 10 euro a titolo di rimborso spese, di 1 euro per ogni giorno di effettiva sospensione del servizio e di 50 euro per la risoluzione del contratto. Qual è in questi casi la via più efficace da seguire per contrastare una eventuale richiesta da parte della società cessionaria del credito?




CARLO MURIANA - GENOVA

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