La consuetudine non fa le veci delle tabelle

LA DOMANDA Abito in un palazzo costruito nel 1937, che solo successivamente è stati dotato di riscaldamento, all'inizio autonomo e, in seguito, centralizzato. Lo stabile è sempre rimasto privo di tabella di riscaldamento contrattuale. Nel 1979 un'assemblea deliberava la ripartizione delle spese di riscaldamento in parti uguali per tutti (gli appartamenti sono di uguale volume). Tale ripartizione veniva mantenuta fino ai giorni nostri, senza approvazione di alcuna tabella. Volendo passare a una ripartizione delle spese diriscaldamento secondo gli elementi radianti, è necessaria l'unanimità di tutti i condomini, o basta la maggioranza in assemblea? Una consuetudine mantenuta per 35 anni può valere come una tabella contrattuale?




GIULIANA NEGRINI - GENOVA

Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?