Civile

Citazione in giudizio valida se l'errore non crea incertezze sulla parte

Francesco Machina Grifeo

L'errore nella indicazione del nome della parte non costituisce motivo di nullità della vocatio in jus qualora l'irregolarità formale non si traduca in una effettiva incertezza circa l'identificazione del soggetto o in una irregolarità del contraddittorio. Lo ha stabilito la Corte d'Appello di Milano in un passaggio della sentenza 5 ottobre 2016 n. 3692. Il Collegio ha così ritenuto di poter superare il primo motivo di appello deducente la nullità della citazione di primo grado «perché è vero che ...


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