Civile

Locazioni commerciali, la crisi dell'editoria consente il recesso

di Andrea Alberto Moramarco

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In materia di locazione ad uso diverso da quello abitativo, deve ritenersi che la crisi del settore dell'editoria rappresenti un grave motivo, oggettivo ed indipendente dalla volontà del conduttore, che a norma dell'articolo 27 ultimo comma della Legge 392/1978 consente il recesso anticipato del conduttore, in quanto rende particolarmente gravosa la prosecuzione del rapporto di locazione. Ad affermarlo è il Tribunale di Firenze con la sentenza 3822/2015.

Il caso - A monte della controversia c'è la lettera di recesso della locazione di un locale commerciale inviata nel gennaio 2013 da una società di capitali svolgente attività d'impresa nel campo dell'editoria e della grafica. Nella lettera la società dichiarava di avvalersi della facoltà prevista dall'articolo 27 ultimo comma della Legge 392/1978, che consente al conduttore di recedere dal contratto in presenza di gravi motivi. E tali motivi erano individuati, in sostanza, nella crisi del settore dell'editoria, che negli ultimi tempi aveva fatto registrare una notevole flessione negativa ed aveva comportato la necessità di un ridimensionamento della struttura aziendale. Di qui la necessità di riorganizzare l'azienda con tagli al personale e un ridimensionamento anche dell'entità delle spese di produzione, tra cui rientra anche il costo per il canone di locazione. Per i locatori, invece, tali motivi non avevano i requisiti della gravità richiesta dalla disposizione normativa, in quanto sarebbero perlopiù legati ad una soggettiva e discrezionale valutazione dei propri affari effettuata dalla società conduttrice.

La crisi dell'editoria - Il Tribunale si schiera dalla parte della società ritenendo che la crisi del settore dell'editoria sia un fattore reale e capace di integrare la gravità dei motivi richiesta dall'articolo 27 ultimo comma della Legge 392/1978 per l'esercizio del recesso anticipato. Deve trattarsi, infatti, di fatti oggettivi e indipendenti dalla volontà del conduttore che rendano particolarmente gravoso il proseguo della locazione. Ebbene, per il giudice, è evidente che «il settore dell'editoria abbia più degli altri risentito degli effetti della generale congiuntura economica negativa». Rientra nella comune esperienza, ormai, come risulta da dati consultabili sui siti ufficiali dell'Aie, che «dall'anno 2011 il mercato dell'editoria abbia fatto registrare una flessione del 20%, dovuta sia alla notevole contrazione negli ultimi tempi del bacino dei lettori sia alla costante crescita del digitale, tanto in termini di titoli disponibili quanto in termini di diffusione sul mercato». E nel caso di specie, questa crisi ha portato la società conduttrice – come risultante anche dai bilanci della stessa – a crescenti perdite, nonché ad accedere all'intervento della Cassa integrazione guadagni, a un contenimento di costi di produzione e a un processo di riorganizzazione aziendale, ragion per cui non può che essere ritenuto pienamente legittimo il recesso anticipato dalla contratto di locazione.


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