Civile

Sequestro efficace con esecuzione avviata in 30 giorni

di Antonino Porracciolo

Affinché il sequestro civile non perda efficacia è sufficiente che l’interessato dia inizio all’esecuzione entro il termine di 30 giorni previsto dall’articolo 675 del Codice di procedura civile. In questo caso, sarà quindi possibile compiere altri atti esecutivi anche dopo il decorso del termine di legge. Lo afferma il Tribunale di Cosenza (giudice Massimo Lento) in una sentenza dello scorso 25 settembre.

Con ordinanza del 19 ottobre 2014 il giudice calabrese aveva disposto il sequestro giudiziario dei beni che costituiscono un’azienda; un provvedimento - il sequestro giudiziario - che l’articolo 670 del Codice di rito civile ammette, fra l'altro, quando è controversa la proprietà o il possesso di beni (mobili o immobili, ma anche «aziende o altre universalità di beni»), «ed è opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione temporanea». Il successivo 4 novembre il custode aveva chiesto di essere immesso nel possesso dell’immobile, ma l’esecuzione era stata rinviata perché il rappresentante della società titolare dei beni aveva presentato il reclamo previsto dall’articolo 669-terdecies del Codice di procedura civile. Il 17 novembre, dopo il rigetto dell’impugnazione, erano riprese le operazioni di immissione in possesso. Anche in quel caso, però, l’esecuzione del sequestro era stata differita; ciò tenuto conto - come si leggeva nel verbale redatto dall’ufficiale giudiziario - dello stato di agitazione dei dipendenti, ma anche per evitare l’interruzione del servizio, considerata l’ora tarda e l’avvicendarsi del personale per il cambio di turno.

Così, essendo intanto trascorsi più di 30 giorni dal giorno dell’adozione del sequestro, era stata chiesta la pronuncia di inefficacia dell’ordinanza: infatti, l’articolo 675 del Codice di procedura civile (intitolato «Termine d’efficacia del provvedimento») dispone che il provvedimento che autorizza il sequestro perde efficacia se la sua esecuzione non interviene entro 30 giorni dalla pronuncia.

Nel rigettare la domanda, il Tribunale osserva - richiamando la sentenza 3679/1999 della Corte di cassazione - che, per evitare l’inefficacia del sequestro, «è sufficiente dare inizio all’esecuzione entro il termine di 30 giorni»; e questo anche se l’esito non è fruttuoso ed è quindi redatto verbale negativo di sequestro. In tal caso, l’interessato può compiere ulteriori atti di esecuzione diretti a realizzare la cautela, anche se è già scaduto il termine in questione.

Si tratta di un principio - si legge ancora nella motivazione della sentenza - che «realizza il giusto contemperamento tra l’esigenza di non rimettere alla discrezionalità del beneficiario del provvedimento l’inizio dell’esecuzione e quella di non gravare lo stesso di eventi non imputabili alla sua condotta».

Nel caso in esame, le operazioni di sequestro erano iniziate entro 30 giorni, e solo le «difficoltà insorte in sede di esecuzione» ne avevano impedito il completamento. Si era dunque trattato di «ragioni non riconducibili alla sfera di controllo» dell’interessato, sicché - conclude il giudice - «non sussistono i presupposti per la declaratoria di inefficacia del sequestro».

La domanda è quindi respinta. Le spese del giudizio sono interamente compensate tra le parti, «in considerazione della peculiarità della fattispecie esaminata».


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