Civile

Fondo vittime della strada, l'azione di rivalsa si prescrive in 10 anni

Andrea Alberto Moramarco

L'azione di rivalsa promossa dall'impresa designata per il Fondo di garanzia delle vittime della strada nei confronti del responsabile del sinistro stradale privo di copertura assicurativa è da qualificare come azione di regresso nei confronti del danneggiante, ovvero come azione risarcitoria autonoma e distinta da quella sorta tra danneggiante e danneggiato che si prescrive in 10 anni, ex articolo 2946 del codice civile . A fornire queste precisazioni è il Tribunale di Firenze con la sentenza 207/2015 .

Il caso - La vicenda trae origine da un incidente stradale, avvenuto nel palermitano, provocato dal conducente di una autovettura, sprovvisto di copertura assicurativa, che con una manovra di svolta a sinistra non aveva concesso la precedenza al ciclomotore condotto da un ragazzo, il quale a causa della collisione cadeva dal veicolo e riportava delle lesioni personali. In seguito a transazione veniva riconosciuta una responsabilità del conducente dell'autovettura del 70% e liquidata la somma di circa 25mila euro in favore del ragazzo.

L'impresa territorialmente competente per il Fondo di garanzia vittime della strada nella Regione Sicilia, con sede nel fiorentino, chiedeva in seguito dal Tribunale toscano un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento della somma corrisposta al ragazzo. Il responsabile del sinistro, tuttavia, presentava opposizione contestando la competenza territoriale del Tribunale di Firenze in favore di quello di Palermo, l'improcedibilità dell'azione “di surrogazione” e la prescrizione biennale del diritto di regresso.

Le motivazioni - Il giudice fiorentino ritiene l'opposizione non fondata e conferma il decreto ingiuntivo, procedendo ad un preciso inquadramento dell'azione di rivalsa promossa dall'impresa territorialmente competente del Fondo nei confronti del danneggiante privo di copertura assicurativa.

In primo luogo, il Tribunale ricorda come non sussiste qui incompetenza territoriale perché nella specie non viene in rilevo il cd. “foro del consumatore”, che avrebbe radicato la competenza a Palermo, dato che non era mai stato stipulato il contratto assicurativo che individuava la figura del consumatore.

Ciò posto, il giudice osserva che l'azione di rivalsa «viene ritenuta un'azione di regresso, in quanto l'obbligo risarcitorio in capo all'impresa designata sorge non già dal fatto illecito in sé e per sé, bensì ex lege ed in presenza di determinati presupposti fattuali, fra i quali la mancata copertura assicurativa del veicolo responsabile del sinistro e l'avvenuto pagamento del danno da parte della impresa assicurativa designata». Si tratta, dunque, di un'obbligazione risarcitoria autonoma e distinta da quella sorta dal sinistro, trasformatasi in obbligazione di valuta a seguito del pagamento di una somma determinata e specifica accettata dal danneggiato in via transattiva, che non può essere assimilabile ad un'azione di surrogazione.

Inoltre, l'azione si prescrive in 10 anni, ai sensi dell'articolo 2946 del Cc , in quanto l'obbligo di solidarietà che l'impresa assolve non deriva dal fatto illecito, ma «dalla imputazione ad un soggetto solidale “ex lege” dell'obbligo risarcitorio, e tale particolare fattispecie di solidarietà sfugge alle ragioni della prescrizione breve, che è di stretta interpretazione».


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