Civile

Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento

a cura della Redazione di lex 24

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo - Articolo 327, secondo comma, cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento.
In tema di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, sebbene l'articolo 18, quarto comma, legge fall. richiami espressamente il solo articolo 327, primo comma, cod. proc. civ. , va ritenuta l'applicabilità anche del secondo comma della menzionata disposizione per ragioni riconnesse al rispetto del principio del contraddittorio, riferibile anche al procedimento prefallimentare. Ne consegue che, qualora il reclamo sia stato tardivamente proposto a causa di un vizio della notificazione del ricorso ex articolo 15 legge fall., occorre distinguere l'ipotesi di inesistenza di quest'ultima - assistita da una presunzione "iuris tantum" di mancata conoscenza del procedimento, con onere per la controparte di fornire la prova contraria - da quella della sua nullità, rispetto alla quale spetta al reclamante l'onere di dimostrare di non averne avuto conoscenza.
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 23 giugno 2014 n. 14232


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo - Effetto devolutivo - Limiti - Nuovi motivi - Inammissibilità - Fattispecie.
Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, limitatamente ai procedimenti in cui trovi applicazione la riforma di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, è caratterizzato da un effetto devolutivo pieno, ma tale affermazione non implica che sia sufficiente ed idonea a provocare il secondo giudizio la mera richiesta di riesame, perfino senza enunciazione dei motivi. Ne consegue che, pur se risulti attenuato il requisito dell'articolo 342 cod. proc. civ ., nondimeno è inammissibile la deduzione di motivi di impugnazione nuovi e diversi rispetto a quelli tempestivamente addotti con l'atto introduttivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione della corte d'appello che aveva escluso l'ammissibilità della memoria contenente motivi aggiunti e depositata successivamente al ricorso).
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 13 giugno 2014 n. 13505


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - In genere - Reclamo avverso la sentenza di fallimento - Richiesta di concessione di termine ex articolo 161, decimo comma, legge fall. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
L'articolo 161, decimo comma, legge fall. consente la concessione di un termine per il deposito del piano e della documentazione richiesti per l'ammissione al concordato preventivo "quando pende il procedimento per la dichiarazione di fallimento", requisito che non ricorre quando sia in corso il giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, che presuppone la già avvenuta dichiarazione del fallimento.
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 13 giugno 2014 n. 13505


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo ex articolo 18 legge fall. - Effetto devolutivo - Limiti - Differenza con il reclamo ex articolo 22 legge fall.
Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento ex articolo 18 legge fall. (nella formulazione vigente "ratione temporis", conseguente alla modifica introdotta con il d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169) deve contenere l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su cui si basa l'impugnazione e la relative conclusioni, ancorchè non sia richiesta l'indicazione degli "specifici motivi" di cui all'articolo 342 e 345 cod. proc. civ . Ne consegue che tale mezzo non ha carattere pienamente devolutivo poiché l'ambito dell'impugnazione resta circoscritto alle sole questioni tempestivamente dedotte dal reclamante, in ciò differenziandosi dal reclamo avverso il decreto di rigetto di cui all'articolo 22 legge fall., che non richiede particolari forme volte a delinearne il contenuto ed ha piena natura devolutiva, attribuendo alla corte d'appello il riesame completo della "res iudicanda", senza che l'ambito della sua cognizione sia limitato alla valutazione della fondatezza delle ragioni fatte valere dalla parte reclamante.
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 5 giugno 2014 n. 12706


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo ex articolo 18 legge fall. - Termine per la sua proposizione - Decorrenza - Amministratore della società fallita - Dalla data dell'iscrizione della sentenza nel registro delle imprese - Fondamento - Pregressa conoscenza della sentenza di fallimento - Irrilevanza - Fattispecie.
Ai sensi dell'articolo 18, quarto comma, legge fall. (nel testo novellato dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169), il termine per la proposizione del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento decorre, per l'amministratore della società fallita, dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese, dovendosi dare prevalenza al dato formale piuttosto che all'effettiva conoscenza della sentenza stessa (oltretutto di difficile individuazione), atteso il suo interesse a rimuovere gli eventuali effetti riflessi, in termini di responsabilità civile e penale, che possono derivare a suo danno dal fallimento. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva individuato il termine "a quo" per l'impugnazione dell'amministratore nella comunicazione della sentenza di fallimento effettuata nei suoi confronti dal curatore).
• Corte di Cassazione, sezione VI- 1, ordinanza 5 giugno 2014 n. 12654


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo ex articolo 18 legge fall. - Effetto devolutivo pieno - Limiti di cui agli articoli 342 e 345 cod. proc. civ. - Inapplicabilità - Contestazione, per la prima volta in sede di reclamo, della qualità di imprenditore commerciale - Ammissibilità.
Il "reclamo" avverso la sentenza dichiarativa di fallimento ex articolo 18 legge fall., come modificato dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, che ha ridenominato il precedente istituto dell'"appello", adeguandolo alla natura camerale dell'intero procedimento, è caratterizzato, per la sua specialità, da un effetto devolutivo pieno. Ne consegue l'inapplicabilità dei limiti previsti dagli articoli 342 e 345 cod. proc. civ. in tema di nuove allegazioni e nuovi mezzi di prova, restando priva di conseguenze processuali la circostanza che la società fallita abbia dedotto solo in tale sede l'insussistenza della propria qualità di imprenditore commerciale.
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 marzo 2014 n. 6835


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reclamo ex articolo 18 legge fall. - Effetto devolutivo - Limiti.
Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, limitatamente ai procedimenti in cui trovi applicazione la riforma di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, è caratterizzato da un effetto devolutivo pieno, con conseguente inapplicabilità dei limiti previsti dagliarticoli 342 e 345 cod. proc. civ. , sicché le parti sono abilitate a proporre anche questioni non affrontate nel giudizio innanzi al tribunale, fermo restando che, se il devolvibile non incontra i limiti previsti dalle predette norme, il devoluto resta pur sempre soltanto quello definito dal reclamo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudice del reclamo, prendendo in considerazione un credito originariamente non valutato dal tribunale, avesse fatto corretto uso dei propri poteri officiosi, essendogli stata devoluta dalle parti la questione dell'insolvenza).
• Corte di Cassazione, sezione I , sentenza 19 marzo 2014 n. 6306


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - In genere - Reiezione del reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento - Ricorso per cassazione - Fallimento già chiuso - Legittimazione passiva necessaria del curatore - Persistenza - Fattispecie.
La circostanza che il fallimento risulti già chiuso non priva il curatore della legittimazione passiva necessaria nel giudizio conseguente alla proposizione del ricorso per cassazione avverso la sentenza reiettiva del reclamo ex articolo 18 legge fall. (Nella specie, peraltro, la S.C. ha ritenuto di non disporre l'integrazione nei confronti del suddetto curatore pretermesso, in posizione processuale contrapposta a quella della parte ricorrente, ritenendo un siffatto adempimento inutile, alla stregua del principio di ragionevole durata del processo, attesa la riscontrata manifesta infondatezza del ricorso).
• Corte di Cassazione, sezione VI- 1, ordinanza 30 ottobre 2013 n. 24540


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Impugnazioni - Appello - Reclamo congiunto avverso il diniego di concordato preventivo e avverso la dichiarazione di fallimento - Termine di trenta giorni - Fondamento.
L'unitario reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento conseguente al diniego di omologazione del concordato preventivo e avverso il contestuale decreto di diniego dell'omologazione va proposto nel termine di trenta giorni, decorrenti per il debitore dalla notificazione della sentenza, e non in quello più breve di dieci giorni, in quanto il reclamo cui fa riferimento l'articolo183, secondo comma legge fall. è quello previsto dall'articolo 18 della medesima legge, e non può reputarsi che il termine muti a seconda che la sentenza sia o meno pronunciata all'esito del decreto di diniego dell'omologazione del concordato, non residuando dunque alcuno spazio per l'applicazione della disciplina generale dei procedimenti camerali, prevista dal codice di procedura civile.
• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 20 settembre n. 21606


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