ACQUISTI IN COMUNIONE: QUOTE NON DEROGABILI

LA DOMANDA L'anno scorso mi sono separato legalmente. Nel 1998 avevo comprato una casa in comunione legale, ma in realtà lavoravo solo io (dal 1985) e, a conti fatti, l'80% delle risorse finanziarie occorse all'acquisto provengono dalle mie "tasche" (anticipo Tfr, risparmi personali, eccetera...). La moglie ha partecipato solo dal 2001, anno dal quale sono confluiti su unico conto corrente entrambi gli stipendi e l'addebito della rata del mutuo a me intestato. La separazione consensuale prevede che i figli minori abitino con me, con conseguente mia assegnazione della casa coniugale, che si riconosce essere in comproprietà al 50% e vincolata al successivo obbligo (alla maggiore età dei figli) di metterla in vendita, anche in favore di uno dei coniugi. Ci sono possibilità di veder riconosciuta, per via giudiziaria, la mia maggior contribuzione all'acquisto della casa, e quindi una diversa suddivisione del ricavato della vendita (o un esborso inferiore al 50% per liquidare la parte del coniuge)?

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