Tributario

Il rimborso per crediti indicati in dichiarazione

a cura della Redazione Lex 24

Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - In genere - Diritto al rimborso per crediti indicati in dichiarazione - Silenzio rifiuto sull'istanza di rimborso - Impugnazione del contribuente - Pendenza dei termini previsti dall'articoli 36 bis e 43 del d.p.r. n. 600 del 1973 - Irrilevanza.
Il contribuente che vanti un diritto al rimborso per crediti esposti in dichiarazione può ricorrere avverso il silenzio serbato dall'Ufficio sulla richiesta di restituzione pur in pendenza dei termini che gli articoli 36 bis e 43 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, prevedono, rispettivamente, per il controllo formale della dichiarazione e la notifica dell'avviso di accertamento.
• Corte di Cassazione, sezione VO- 5, sentenza 4 novembre 2014 n. 23506


Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - In genere - Credito di imposta indicato in dichiarazione - Prescrizione ordinaria - Applicabilità - Decorrenza - Controllo formale ex articolo 36-bis del d.p.r. n. 600 del 1973 - Rilevanza - Esclusione - Improponibilità dell'eccezione di prescrizione ex articolo 2 della legge n. 350 del 2003 - Esclusione - Ragioni.
In tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito di imposta, l'azione volta al relativo recupero è sottoposta all'ordinario termine di prescrizione decennale, sulla cui decorrenza non incidono né il limite temporale stabilito per il controllo formale o cartolare delle dichiarazioni e la liquidazione delle somme dovute, ai sensi dell'articolo 36-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, né i limiti alla proponibilità della relativa eccezione, posti dall'articolo 2, comma 58, della legge 24 dicembre 2003, n. 350: la prima disposizione è volta, infatti, ad imporre un obbligo dell'Amministrazione finanziaria, senza stabilire un limite all'esercizio dei diritti del contribuente, mentre la seconda contiene un mero invito rivolto agli uffici, non suscettibile di applicazione diretta da parte del giudice.
• Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 27 marzo 2013 n. 7706


Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - In genere - Credito d'imposta indicato in dichiarazione - Domanda di rimborso - Termini - Articolo 38 del d.p.r. n. 602 del 1973 - Applicabilità - Esclusione - Prescrizione ordinaria - Applicabilità - Decorrenza - Controllo formale ex articolo 36 bis del d.p.r. n. 600 del 1973 - Rilevanza - Esclusione - Improponibilità dell'eccezione di prescrizione ex articolo. 2 della l. n. 350 del 2003 - Rilevanza - Esclusione.
In tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d'imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall'articolo 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, non occorrendo la presentazione di un'apposita istanza, in quanto l'Amministrazione, resa edotta con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria. La relativa azione è pertanto sottoposta all'ordinario termine di prescrizione decennale, sulla cui decorrenza non incide né il limite temporale stabilito per il controllo c.d. formale o cartolare delle dichiarazioni e la liquidazione delle somme dovute, ai sensi dell'articolo 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973, né il limite alla proponibilità della relativa eccezione, posto dall'articolo 2, comma 58, della legge 24 dicembre 2003, n. 350: la prima disposizione è volta infatti ad imporre un obbligo all'Amministrazione finanziaria, senza stabilire un limite all'esercizio dei diritti del contribuente, mentre la seconda contiene un mero "invito" rivolto agli uffici, non suscettibile di applicazione diretta da parte del giudice.
• Corte di Cassazione, sezioni Unite, sentenza 7 febbraio 2007 n. 2687


Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Versamento diretto - Rimborsi - Termini - Credito d'imposta - Indicazione nella dichiarazione dei redditi - Istanza di rimborso - Necessità - Esclusione - Decadenza ex articolo 38 del d.p.r. n. 602 del 1973 - Applicabilità - Esclusione - Prescrizione ordinaria - Applicabilità.
In tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d'imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall'articolo 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, ma l'ordinario termine di prescrizione decennale, non occorrendo la presentazione di un'apposita istanza, in quanto l'Amministrazione, resa edotta con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria.
• Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 27 marzo 2006 n. 6940


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