Professione

Tempi certi per il bonus First

di Alessandro Sacrestano

Dopo la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» 593 del 23 agosto del nuovo decreto del ministero dell’Università, è lecito chiedersi cosa cambi effettivamente per le imprese che, essendo in possesso dei requisiti minimi previsti dagli appositi bandi, residenti o con stabile organizzazione nel territorio nazionale, abbiano interesse ad accedere alle risorse del First - Fondo investimenti ricerca scientifica e tecnologica (si veda il Sole24Ore del 24 agosto).

La valutazione

Ovviamente, leggendo nelle pieghe del decreto, la prima sensazione è che l’approccio ministeriale alle agevolazioni segua ora un percorso di maggiore semplificazione delle procedure amministrative di valutazione.

Il modello seguito è, certamente, quello di stampo europeo, con l’obiettivo di velocizzare i tempi di risposta e sostenere i progetti in modo che questi abbiano un reale impatto positivo sul sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione. Sotto tale profilo, il decreto ha sancito tempi certi anche per le erogazioni delle risorse ai soggetti agevolati, la cui validazione avverrà nel massimo di 60 giorni dal sostenimento della singola spesa, con successiva elargizione entro apposite finestre quadrimestrali disposte dal Ministero.

Altro aspetto che non manca di suscitare un particolare apprezzamento da parte delle imprese, è il rinnovato meccanismo di valutazione e selezione dei progetti. Sparito il vecchio Comitato tecnico scientifico, il Miur ha disposto di ricorrere ad esperti, nazionali e internazionali. La loro selezione avverrà in parte col supporto del Comitato nazionale dei garanti della ricerca (Cngr), attraverso l’apposito elenco ministeriale gestito all’interno del nuovo portale Research Italy. Per altra parte, si farà ricorso agli appropriati elenchi della Commissione europea. Chiari criteri di individuazione degli esperti: competenza, trasparenza e rotazione, in assenza di conflitti di interesse. Ciascuno degli esperti tecnico-scientifici, poi, non potrà essere destinatario, salvo eccezioni adeguatamente motivate, di più di cinque incarichi per anno solare.

I principi-guida

Non può che piacere poi la precisazione sui parametri guida degli esperti: la qualità della proposta, la qualità delle competenze coinvolte e le relative modalità organizzative, l’impatto dei risultati attesi nonché, per le imprese, l’effetto di incentivazione dell’aiuto pubblico. L’attenzione, infine, si concentra sulla valutazione ex post da parte degli esperti. Con periodicità annuale, infatti, questi dovranno relazionare al ministero sulla correttezza delle attività progettuali svolte, i risultati conseguiti e sul mantenimento delle condizioni di solidità e affidabilità del soggetto beneficiario. Va poi valutata positivamente la decisione di eliminare la seconda valutazione, eseguita a livello nazionale, per tutti quei progetti che sono già cofinanziati dalla Ue e dall’Italia e, quindi, già valutati in senso positivo a livello comunitario.

La ricerca

Sicuramente un elemento di semplificazione per le imprese risiede nella più oculata visione da parte del ministero degli strumenti di ricerca che, fino ad ora, venivano letti con un criterio stereotipato basato su un modello lineare (ricerca di base, seguita dalla ricerca industriale e poi dallo sviluppo verso il mercato). A tal scopo, il nuovo Decreto realizza l’anelato superamento della distinzione tra ricerca di base, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con lo scopo di migliorare l’azione sinergica tra l’attività di ricerca pubblica e quella industriale.

Un discorso a parte merita il sostegno alle politiche di domanda pubblica di innovazione, ad esempio col procurement pre-commerciale. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di creare un ponte fra la Pa e le imprese, nell’ottica di incentivare nuovi appalti di ricerca e sviluppo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA