Professione

Art bonus, donati 24 milioni. Credito d’imposta per 685 mecenati

di Marilena Pirrelli

Dopo 16 mesi dall’entrata in vigore della legge sull’Art bonus (Dl 31 maggio 2014, n. 83 ) e a quattro mesi dall’avvio del portale www.artbonus.gov.it che registra le donazioni e visualizza i progetti d’intervento a favore della cultura, i primi risultati raggiunti.

«A usufruire del credito d’imposta del 65% per l’anno 2014 sono stati quasi 700 mecenati che hanno donato oltre 24 milioni per manutenere, proteggere e restaurare beni culturali pubblici, per gli istituti e luoghi della cultura pubblici e per la realizzazione, il restauro e il potenziamento di fondazioni liriche e teatri di tradizione» anticipa al Sole 24 Ore Ettore Pietrabissa, direttore generale di Arcus Spa, società che gestisce il portale, nonché braccio operativo del Mibact. I risultati verranno presentanti ufficialmente l’8 ottobre al Lubec di Lucca: al 29 settembre erano 685 i donatori (in continuo aggiornamento), di cui 139 imprese, 44 enti non commerciali e 502 persone fisiche. «Sono solo quelli che hanno già registrato la donazione presso il portale – prosegue il dg – riteniamo siano solo il 50% dei donatori e delle erogazioni raccolte dalle amministrazioni pubbliche che potrebbero registrarsi sul portale nei prossimi mesi, come prevede la legge. Siamo convinti che bisognerà informare meglio le amministrazioni pubbliche e comunicare l’Art bonus per radicare una cultura del dono attraverso il credito d’imposta presso i cittadini e le imprese» spiega Pietrabissa. Gli enti beneficiari pubblici sono stati 188, di cui 57% comuni. Nella mappa dei territori maggiormente beneficiati la Lombardia è in testa con 27 interventi seguita da Toscana con 23, Emilia Romagna e Veneto, co n 21 Piemonte e Lazio con 18, Liguria 17 e 11 Marche.

Quali gli enti pubblici beneficiati? In primis i teatri lirici – come la Scala (7,6 milioni di euro), il Donizetti di Bergamo (3,2 milioni), l’Arena di Verona (3,7 milioni) e il Teatro Comunale di Bologna (2,7 milioni) –, seguiti da musei e aree monumentali – come gli Uffizi (600mila), il Palazzo Ducale di Genova (500mila), il Parco Archeologico della Fortezza di Poggio Imperiale (500mila). Ancora in attesa di mecenati biblioteche, monumenti e teatri. Tra i donatori meritano il pubblico ringraziamento AGSM Verona spa con 3,2 milioni di euro donati all’Arena di Verona, la Popolare di Bergamo con altri 2 milioni erogati al Teatro Donizetti e il gruppo Ferragamo con 600mila euro regalati agli Uffizi. «L’Art bonus ha già raggiunto importanti risultati – conferma il sottosegretario del Mibact Francesca Barracciu –. Per radicare sul territorio questa buona pratica abbiamo organizzato, insieme all’Anci e ad Arcus, un road show in quattro città italiane a partire il 5 ottobre da Prato, poi il 12 Mantova, il 16 Ascoli Piceno e il 19 Parma. Vogliamo così accompagnare le amministrazioni comunali nella chiamata all’impegno delle forze sociali e produttive per valorizzare il patrimonio del territorio. In parlamento l’obiettivo immediato è quello di mantenere in Legge di Stabilità l’incentivo fiscale al 65% anche nel 2016 e magari renderlo strutturale» si augura Barracciu.

Tutto bene? Restano fuori dall’Art bonus le donazioni in natura (opere d’arte) e i beni culturali di proprietà privata: le erogazioni per le fondazioni e associazioni private non profit godono della detrazione del 19%, che viene congelata però se si usufruisce dell’Art bonus. Siamo ancora un po’ lontani dal modello francese, cui il nostro Art bonus si ispira, che ha il credito d’imposta permanente del 66%, il limite fissato del reddito imponibile nel 20% e l’assenza della ripartizione in tre quote.


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