Penale

Solo il concorso di colpa può «tagliare» la sanzione

di Guido Camera

A fronte di pene estremamente severe, e del divieto di concessione delle circostanze attenuanti - diverse dalla minore età del reo (articolo 98 cp) e dal minimo contributo al verificarsi dell’incidente (articolo 114 cp) - assume particolare rilevanza l’attenuante prevista dal penultimo comma degli articoli 589 bis e 590 bis, dato che comporta una diminuzione di pena fino alla metà se l’evento non è «esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del reo».

I massimari della giurisprudenza sono colmi di casi in cui, accanto alla responsabilità del conducente di un veicolo per un incidente con morti o feriti, vi è stata anche quella di altri soggetti: il proprietario di una strada per l’omesso collocamento di segnali, l’amministrazione di un ente locale per la manutenzione della strada, oppure il direttore e/o il gestore di una tratta autostradale per le condizioni pericolose della stessa, il datore di lavoro per la fornitura al dipendente di un veicolo aziendale potenzialmente pericoloso, il genitore per l’omesso agganciamento del figlio piccolo all’apposito seggiolino, il conducente di un altro veicolo coinvolto nell’incidente per il mancato rispetto della distanza di sicurezza – o comunque per la sua condotta di guida non adeguata alle condizioni contingenti – il personale di soccorso e/o sanitario che commetta un errore nelle cure ad un ferito, dopo un incidente stradale, aggravandone le condizioni o addirittura cagionandone la morte.

Di qui la rilevante esigenza che, appena entrate in campo, le forze dell’ordine agiscano con estrema accuratezza per garantire alla magistratura di poter ricostruire i fatti nel modo più esaustivo possibile, evitando che sfumi la possibilità di conoscere l’esistenza di concause rilevanti nella determinazione dell’evento morte e/o lesioni: errori od omissioni commessi nella prima fase di un’indagine possono infatti notoriamente inficiare il suo esito, e/o pregiudicare irrimediabilmente la possibilità per l’imputato di approntare un’adeguata difesa sin dalla fase cautelare. L’auspicio è che le forze dell’ordine, sin dal primo accesso ai luoghi dell’incidente, si tengano in stretto contatto con il pubblico ministero, condividendo con lui l’eventuale decisione di procedere all’arresto in flagranza e trasmettendogli tutte le informazioni rilevanti – sulle persone, le cose e i luoghi – per decidere come cristallizzare esaustivamente la scena del delitto, mediante l’istituto del sequestro probatorio. Si tratta di attività preziosa per il successivo compimento dei rilievi tecnici che possono riguardare le testimonianze di chi ha assistito a un drammatico incidente, in cui magari ha perso la vita una persona cara – sulle responsabilità di tutti i soggetti che possono aver avuto un ruolo nella verificazione dell’evento morte e/o lesioni.


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