Penale

Non basta la parola dell'agente per condannare il detenuto

Francesco Machina Grifeo

Non è sufficiente la sola testimonianza dell'agente penitenziario che si dichiara vittima di una aggressione per condannare il detenuto indicato come responsabile. Lo ha stabilito il Tribunale di Frosinone, con la sentenza del 15 marzo 2016 n. 766, assolvendo l'imputato «quanto meno ai sensi dell'articolo 530, 2 comma, c.p.p. non essendosi raggiunta la prova». Il detenuto infatti era stato imputato per resistenza a pubblico ufficiale «perché usava violenza nei confronti dell'Assistente Capo della Polizia Penitenziaria consistita nel colpirlo al ...


Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?