Penale

Ma la stima diversa non è in sè un reato

di Antonio Iorio

L’interpretazione della Suprema Corte fornita con la sentenza 890/16, secondo cui nel nuovo delitto di false comunicazioni sociali è inclusa la rilevanza penale di enunciati valutativi, potrebbe avere in concreto conseguenze particolarmente importanti. Per comprendere appieno tali potenziali conseguenze, occorre però partire da alcune circostanze oggettive che non pare siano state tenute in debita considerazione dalla sentenza La prima è il dato letterale: la norma ante-modifiche sanzionava i fatti materiali non corrispondenti al vero «ancorchè oggetto di valutazioni», la ...


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