Penale

Reato omesso versamento ritenute previdenziali ed assistenziali

a cura della Redazione Lex 24

Reato omesso versamento ritenute previdenziali ed assistenziali - Società fallita - Responsabilità del legale rappresentante - Presupposti - Legge 638 del 1983 - Non punibilità - Esclusione - Accertamento - Comunicazione al contribuente - Notifica a mezzo posta - Compiuta giacenza - Efficacia – Criteri.
La presenza della corretta indicazione del destinatario della contestazione di accertamento della violazione degli obblighi contributivi e dell'indirizzo ove effettuare il recapito sulla lettera raccomandata mediante la quale viene eseguita la comunicazione porta ad escludere che possa assumere rilievo l'impossibilità di risalire all'identità dell'effettivo consegnatario in mancanza di concreti e specifici dati obiettivi che consentano di ipotizzare che la comunicazione non sia stata portata alla sua conoscenza senza sua colpa. La libertà di forma che caratterizza la comunicazione suddetta esclude, quindi, che la stessa debba presentare i requisiti formali della notificazione e, in particolare, la spedizione mediante raccomandata offre comunque garanzie più che sufficienti circa il recapito al destinatario in ragione della certificazione della spedizione del plico, della consegna esclusiva al destinatario o a un suo delegato e della possibilità di ritiro in caso di assenza, presso l'ufficio postale. Per tali ragioni anche il mancato ritiro e la "compiuta giacenza" possono essere oggetto di valutazione per quanto riguarda la prova dell'avvenuta comunicazione dell'accertamento dell'omesso versamento, valutazione che deve in primo luogo riguardare la corretta indicazione dell'indirizzo di destinazione del plico.
• Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 13 gennaio 2015 n. 970


Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali de assistenziali - Notifica a mezzo posta dell'avvenuto accertamento della violazione presso la sede sociale - Compiuta giacenza - Validità della notifica - Sussistenza.
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, non essendo necessarie particolari formalità per la notifica dell'accertamento, la conoscenza della contestazione da parte del contravventore può legittimamente presumersi anche in caso di notificazione dell'atto effettuata in forma legale mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, perfezionatasi per compiuta giacenza.
• Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 15 dicembre 2014 n. 52026


Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali - Notifica a mezzo posta dell'avvenuto accertamento della violazione presso la sede sociale - Validità della notifica anche in caso di compiuta giacenza - Sussistenza - Individuazione del momento di perfezionamento della notifica.
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, ai fini della causa di non punibilità del pagamento tempestivo di quanto dovuto, la notifica dell'avviso di accertamento presso la sede sociale può avvenire anche a mezzo del servizio postale e si perfeziona per il notificante nel momento in cui il piego è depositato presso l'ufficio postale e per il destinatario nel momento in cui il medesimo piego sia dallo stesso ritirato ovvero con il decorso della compiuta giacenza qualora la raccomandata non gli venga consegnata per sua assenza e di altra persona abilitata a riceverla.
• Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2014 n. 45451


Reato di omesso versamento ritenute previdenziali ed assistenziali - Accertamento - Modalità di contestazione - Forma libera.
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, la comunicazione della contestazione dell'accertamento della violazione non necessita di formalità particolari, potendo essere effettuata, indifferentemente, mediante un verbale di contestazione o una lettera raccomandata ovvero ancora per mezzo di una notificazione giudiziaria e ad opera sia di funzionari dell'istituto previdenziale sia di ufficiali di polizia giudiziaria.
• Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 gennaio 2014 n. 2859


Reato di omesso versamento - Termine trimestrale per provvedere alla regolarizzazione - Decorrenza - Dalla effettiva conoscenza del contravventore dell'avvenuto accertamento previdenziale - Sufficienza.
In tema di omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali, ai fini del computo del termine di tre mesi dall'accertamento della violazione per provvedere al pagamento del debito contributivo, fatto integrante la causa di non punibilità di cui all'articolo 2, comma I bis, della L. n. 638/1983, è sufficiente che il contravventore abbia avuto effettiva e sicura conoscenza della contestazione, non essendo richieste particolari formalità per la notifica dello stesso.
• Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 novembre 2013 n. 45304


Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali - Assenza di contestazione e di notifica dell'avvenuto accertamento della violazione - Notifica del decreto di citazione a giudizio - Rilevanza ai fini della decorrenza del termine di tre mesi per provvedere alla regolarizzazione - Condizioni.
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, ai fini della causa di non punibilità del pagamento tempestivo di quanto dovuto, il decreto di citazione a giudizio è equivalente alla notifica dell'avviso di accertamento solo se, al pari di qualsiasi altro atto processuale indirizzato all'imputato, contenga gli elementi essenziali del predetto avviso, costituiti dall'indicazione del periodo di omesso versamento e dell'importo, la indicazione della sede dell'ente presso cui effettuare il versamento entro il termine di tre mesi concesso dalla legge e l'avviso che il pagamento consente di fruire della causa di non punibilità.
• Corte di Cassazione, sezioni Unite, sentenza 18 gennaio 2012 n. 1855


© RIPRODUZIONE RISERVATA