Penale

Patrocinio infedele, assoluzione non appellabile per il legale ingiustamente condannato

Fonte: Guida al Diritto L’avvocato ingiustamente condannato per infedele patrocinio e poi assolto in appello perché "il fatto non costituisce reato", non può impugnare di fronte alla Suprema corte per ottenere, vista la palese contraddittorietà della pronuncia di secondo grado, un’assoluzione cristallina e cioè con la formula "il fatto non sussiste". Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 49855/2013 , dichiarando inammissibile il ricorso del legale. L’avvocato, una donna di quasi ...


Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?