Fotovoltaico, il discrimine tra beni mobili e immobili

LA DOMANDA Una Srl è proprietaria di un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari a 98 kW. Tale impianto, collocato su una struttura in acciaio di circa otto metri nel punto più alto, costruita ad hoc sulla terrazza del capannone, fruisce del contributo Gse (gestore dei servizi energetici) del IV conto energia, e viene utilizzato in regime di scambio sul posto, con utilizzo dell'energia prodotta da parte dell'azienda stessa, grazie alla quale si abbatte di parecchio il costo dell'energia elettrica. Interpretando la circolare 36/E/2013, si ritiene che non ci sia l'obbligo di accatastamento (l'impianto è a servizio dell'immobile sul quale è installato), né quello di adeguamento del valore, in quanto il valore dell'impianto non supera il 15% del valore dell'immobile (calcolo effettuato rapportando i valori agli indici 1988-89).Questo ragionamento è corretto? In caso di risposta affermativa, si potrebbe ancora utilizzare l'aliquota di ammortamento al 9% per l'impianto?




A. M. - NUORO

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