Comunitario e internazionale

Case d'asta, legittimo ribaltare sul compratore il diritto d'autore sulle rivendite

Francesco Machina Grifeo

Salta l'obbligo fino ad oggi considerato a carico del venditore professionista di sostenere il costo del diritto riconosciuto all'autore dell'opera d'arte sulle vendite successive. Sebbene la direttiva 2001/84/CE individui proprio nella figura del mercante d'arte il soggetto deputato, la Corte Ue, sentenza C-41/14, chiarisce che tale onere può essere ribaltato anche sull'acquirente purché sia assicurata la tutela dei diritti di chi ha realizzato l'opera.

La vicenda trae origine dalla denuncia per concorrenza sleale dell'associazione degli antiquari francesi contro la locale sede della casa d'aste internazione Christie's in quanto su alcuni lotti percepisce dall'acquirente, a nome e per conto del venditore, la somma corrispondente al diritto sulle successive vendite.

Secondo la direttiva, tale diritto si applica a tutte le vendite successive che comportano l'intervento, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, di professionisti del mercato dell'arte (case d'asta, gallerie d'arte e, in generale, commercianti di opere d'arte). Oltre un prezzo minimo, che non può in alcun caso essere superiore a 3.000 euro, si prevede dunque che all'autore venga corrisposta una percentuale del prezzo di vendita secondo una serie di scaglioni (4% fino a 50.000 euro; 3% tra 50.000,01 e 200.000; 1% tra 200.000,01 e 350.000; 0,5% tra 350.000,01 e 500.000 e 0,25 % oltre 500,000, per un massimo di 12.500 euro).

La motivazione - Investita della vicenda, la Corte di Lussemburgo ha stabilito che la direttiva, pur indicando che il debitore del diritto sia in linea di principio il venditore, ammette una deroga lasciando quindi gli Stati membri liberi di indicare un altro soggetto tra i professionisti contemplati, che, in via esclusiva o solidale con il venditore, sarà tenuto a pagare il diritto. Il debitore designato dalla normativa nazionale è dunque libero di concordare con qualunque altro soggetto, compreso l'acquirente, che quest'ultimo sopporti in definitiva, in tutto o in parte, il costo del diritto sulle successive vendite, purché l'accordo non pregiudichi gli obblighi nei confronti dell'autore.

La Corte sottolinea, infine, che tale deroga è conforme all'obiettivo di mettere fine alle distorsioni della concorrenza nel mercato dell'arte. Anche se poi non esclude un possibile effetto distorsivo, sia pure indiretto, sul funzionamento del mercato interno.


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