Civile

Il licenziamento ritorsivo ha bisogno della prova

di Daniele Colombo

Il licenziamento per motivi discriminatori differisce da quello ritorsivo in quanto mentre il primo si fonda sulla violazione oggettiva di specifiche norme (anche di fonte comunitaria), il secondo trova la sua fonte nella volontà soggettiva del datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro per motivi illeciti o di rappresaglia nei confronti del lavoratore che fa valere propri diritti. Con la conseguenza che in quest’ultimo caso non sempre scatta l’automatica nullità del recesso. La Corte di cassazione, ...


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