Civile

Gli strumenti privati: i fondi speciali

di Marcella Fiorini

Assolutamente nuova appare, infine, la fattispecie giuridica dei «fondi speciali» composti da beni sottoposti a «vincolo di destinazione» e disciplinati con «contratto di affidamento fiduciario».

La fattispecie giuridica dei fondi speciali - Quest'ultimo contratto, teorizzato per lo più dalla dottrina (si veda M. Lupoi, «Il contratto di affidamento fiduciario», in «Rivista del notariato», 2012, pagina 513; per un'applicazione pratica dell'istituto si veda R. Accarino, «Brevi note in tema di pubblicità dell'affidamento fiduciario, in Trusts e attività fiduciarie», 2012, pagina 682 e seguenti), non gode di alcuna disciplina nel nostro ordinamento né può ritenersi che la legge in commento possa costituire norma sostanziale in proposito, limitandosi a indicare nell'articolo 6 il contenuto necessario che il negozio deve avere per poter godere delle agevolazioni ed esenzioni fiscali. Si tratta invero del medesimo contenuto richiesto anche per le altre due figure del trust e del vincolo di destinazioneex articolo 2645 ter del codice civile.

Il contratto di affidamento fiduciario - Il contratto di affidamento fiduciario è stato definito in dottrina come quel contratto per mezzo del quale un soggetto, affidante, conviene con un altro, affidatario, l'individuazione di taluni beni da impiegare a vantaggio di uno o più soggetti in forza di un programma, la cui attuazione è rimessa all'affidatario. In questo tipo di contratto ciò che si rivela essenziale e immanente è proprio l'adempimento di un programma in vista di un certo fine. La caratterizzazione funzionale comporta inoltre la necessità di un altro elemento essenziale, qual è l'indipendenza dell'affidatario (si veda M. Lupoi).

È stato inoltre giustamente rilevato che, mentre effetto naturale del trust e del vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter del codice civileè la separazione patrimoniale, occorre chiedersi innanzitutto se la legge 112/2016 sia in grado di attribuire un analogo effetto con riferimento a tali «fondi speciali», che a norma dell'articolo 1, comma 3, sono «composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione». Se cioè i «vincoli di destinazione» disciplinati con «contratto di affidamento fiduciario» siano diversi dal vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter del codice civile (che come detto può imprimersi solo su beni immobili e mobili registrati). L'espressa differenziazione normativa tra tali vincoli e quello di cui all'articolo del codice civile potrebbe allora essere intesa nel senso che sia consentito far confluire nei fondi speciali qualsiasi utilità giuridica patrimonialmente rilevante (si veda D. Muritano).

Altro dubbio che la legge 112/2016 non scioglie è se siano ammesse strutture negoziali solo bilaterali, con conseguente (e necessaria) diversità tra disponente dei beni e diritti e gestore dei medesimi, ovvero anche unilaterali, in cui le due figure coincidano.
Occorrerà inoltre capire se l'affidamento implica o meno anche il trasferimento dei beni.
Certo è che la norma parla di «contratto» e, quindi, almeno con riferimento a questa figura negoziale, pare si possa escludere la coincidenza soggettiva tra affidante e affidatario e quindi lo schema unilaterale.


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