Civile

Fideiussione: la banca risponde se ne abusa

di Patrizia Maciocchi

La banca che concede finanziamenti al debitore principale, pur conoscendone le difficoltà economiche, confidando nella solvibilità del fideiussore, senza informarlo dell’aumento del rischio e senza chiedere la preventiva autorizzazione, viola gli obblighi di buonafede. La Cassazione (sentenza 16827) accoglie, sul punto, il ricorso della vedova del fideiussore che aveva prestato la sua garanzia all’atto di costituzione di una società del quale non era né socio nè amministratore. L’avventura imprenditoriale della Srl si era dimostrata in perdita già dalle prime battute: costituita con un capitale sociale di 15 milioni di euro a marzo 2000, perdeva 92 milioni di euro a dicembre dello stesso anno. Un “buco” coperto dall’assemblea con la voce “finanziamenti infruttiferi dei soci”. L’intervento, rimasto isolato, non era bastato a invertire un trend negativo. Malgrado le perdite sistematiche la banca aveva continuato, per tre anni, ad erogare finanziamenti, limitandosi ad informare il fideiussore del credito vantato, ma senza chiedere un’autorizzazione a proseguire nella concessione del credito nonostante la palese insolvenza. La Cassazione libera dagli oneri la ricorrente e il figlio di questa, chiarendo che i due non potevano essere a conoscenza della situazione patrimoniale della Srl essendo il defunto marito del tutto estraneo all’attività di impresa.


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