Civile

Offerte sul portale per allineare i prezzi al mercato

di Giuseppe Finocchiaro

Tra le diverse novità apportate dal Dl n. 59 del 2016, nonostante possa, prima facie, essere considerata soltanto di dettaglio, c'è la modifica dell'articolo 560, comma 5, è in realtà di grande rilievo per accrescere l'effettiva capacità delle vendite forzate di aggiudicare i beni a prezzi pari a quelli del libero mercato: ai sensi della nuova disposizione gli interessati a presentare offerte di acquisto hanno diritto di esaminare i beni in vendita dietro presentazione di apposita richiesta da formulare mediante il Portale delle vendite pubbliche e destinata a rimanere riservata, in modo da escludere condizionamenti nella presentazione (e, soprattutto, nella mancata presentazione!) delle offerte. Salvo per chi conosca già lo stato di fatto del bene, è ben remoto che qualcuno formuli offerta di acquisto di un immobile senza averlo previamente visionato. La legge n. 119 di conversione del Decreto legge ha provveduto a compiere una serie di precisazioni sulla materia.

Esame degli immobili da liquidare sul Portale delle vendite - Innanzi tutto, modificando il n. 2, della lettera d), del comma 1, dell'articolo 4, ha - molto opportunamente - innalzato da 7 a 15 i giorni entro cui chi chieda di visionare l'immobile, deve essere messo nella possibilità di farlo. Ovviamente per consentire il tempestivo esame di tutti gli immobili pignorati sarà indispensabile la nomina o di una pluralità di custodi o anche di pochi custodi, ma con tanti dipendenti da essere in grado di assicurare il rispetto del termine ricordato. In secondo luogo, ha inserito nell'articolo 4:
•da un lato, il comma 3-bis, con cui viene fissato il 30 giugno 2017 come termine ultimo entro cui deve essere non soltanto accertata la «piena funzionalità» del Portale delle vendite pubbliche, istituito dall'articolo 161-quater delle disposizioni d'attuazione del Cpc, inserito dal Dl 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015 n. 132, ma anche adottato il relativo decreto ministeriale di accertamento. Assai opportunamente è previsto che la mera adozione di questo decreto non rende «operativo» il Portale (aggettivo che deve evidentemente essere inteso come «capace di funzionare producendo effetti giuridici»), venendo richiesta la pubblicazione del decreto nella “Gazzetta Ufficiale”, ma in modo non esattamente congruente con la finalità di dare un termine certo, non viene stabilito entro quando debba avere luogo la pubblicazione del decreto nella “Gazzetta Ufficiale”. In ogni caso deve escludersi che la mera scadenza del termine sia idonea a rendere «operativo» il Portale delle vendite pubbliche;
•dall'altro lato, il comma 4-bis, ove è stato precisato che la richiesta di visita prevista dal nuovo articolo 560, comma 5, quarto periodo, «è formulata esclusivamente mediante il portale delle vendite pubbliche a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3-bis».

La legge di conversione n. 119, dunque, non soltanto ha rinviato la data di applicabilità della nuova norma, ma si è altresì preoccupata di escludere espressamente la soluzione secondo cui i siti Internet già esistenti e utilizzati per la pubblicità delle vendite forzate avrebbero potuto essere adattati per consentire la funzionalità di avanzare la richiesta di visita.

Nonostante questo intervento legislativo, peraltro, ai sensi dell'articolo 560, comma 5, vigente, le modalità per soddisfare le richieste di esame dei beni in vendita devono essere stabilite dal giudice con l'ordinanza che dispone la vendita, nella quale può senz'altro essere legittimamente previsto (come, peraltro, già accade in realtà in alcuni tribunali) che le richieste di esame possano essere avanzate via e-mail al custode, attraverso la compilazione di un modulo direttamente raggiungibile dalla consultazione del sito in cui è pubblicato l'avviso di vendita.


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