Civile

Fecondazione in vitro recesso discriminatorio

di Giampiero Falasca

Il licenziamento della lavoratrice che manifesta al datore di lavoro l’intenzione di assentarsi per un periodo di tempo futuro allo scopo di sottoporsi a pratiche d’inseminazione artificiale si considera nullo in quanto discriminatorio; pertanto, la dipendente licenziata per tale ragione ha diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro, oltre al risarcimento del danno in misura pari alle retribuzioni che avrebbe conseguito nel periodo compreso tra il recesso illegittimo e l’effettiva ripresa del servizio. La Cassazione (sentenza n. 6575/16, ...


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