Civile

Avvocati romeni riconosciuti solo se abilitati presso il palazzo di Giustizia

Francesco Machina Grifeo

Va disposta la cancellazione dalla Sezione speciale degli avvocati stabiliti per il legale che abbia conseguito il titolo in Romania presso una struttura diversa rispetto all'unica riconosciuta dal Ministero della Giustizia italiano attraverso il «Sistema di informazione del mercato interno» dell’Unione europea. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la ordinanza 4 aprile 2016 n. 6463, rigettando la domanda di sospensione dell'esecutività del provvedimento presentata dall'aspirante legale.

Il Consiglio dell'ordine di Pescara, infatti, ne aveva disposto la cancellazione dall'elenco annesso all'Albo dopo che il ministero della Romania aveva inviato una nota sull'organizzazione interna dell'avvocatura dalla quale si evinceva che il titolo era stato rilasciato da un organo diverso da quello abilitato. In particolare, secondo una circolare del Cnf ed una nota di Via Arenula del 20 settembre 2013 risultava che potevano essere riconosciuti in Italia, ai fini della iscrizione nell'elenco degli avvocati stabilizzati, i soli titoli di Avokat rilasciati dalla UNBR (Uniunea Nationala a Barourilor din Romania Baroul Bucaresti), con sede in Bucarest, Palatul de Justitie, mentre l'iscritto aveva ottenuto il titolo dalla UNBR struttura Bota. Contro questa decisione il richiedente ha proposto ricorso al Cnf che l'ha bocciato a sua volta in quanto per il sistema di cooperazione tra autorità degli stati membri dell'Unione europea denominato Imi (Internal Market Information System), il cui utilizzo è divenuto obbligatorio in materia ai sensi dell'articolo 3 del regolamento Ue n. 1024/2012 del 25 ottobre 2012, l'unico organismo rumeno abilitato a rilasciare titoli riconoscibili in ambito europeo era la UNBR tradizionale.

Ma l'aspirante avvocato non si è dato per vinto e si è rivolto alla Cassazione sostenendo tra l'altro che la UNBR BOTA «è del tutto legittimata nell'ordinamento romeno a rilasciare titoli abilitanti all'esercizio della professione di Avokat». Chiudendo definitivamente la questione la Cassazione ribadisce che la decisione impugnata «si fonda su un accertamento svolto dal Ministero della giustizia italiano attraverso il sistema Imi, dal quale è emerso che l'autorità competente a cui rivolgersi al fine di verificare la validità del titolo di avokat acquisito in Romania è costituito dalla Uniunea Nationala a Barourilor din Romania (U.N.B.R.) con sede il Palatul de Justitie e che tale organismo è indicato dalla Romania quale autorità competente ad operare in questa materia attraverso il citato sistema di cooperazione tra autorità degli Stati membri dell'unione europea». E, conclude l'ordinanza, dalla nota del Ministero «si desume l'avvenuta verifica della indicazione, attraverso un accesso al sistema informatico dell'organismo dichiarato competente».


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