Civile

Sindaco di spa a compenso ridotto se non rispetta l’obbligo triennale

Giampaolo Piagnerelli

Il sindaco di una spa non può pretendere quale compenso la somma indicata nella nota integrativa di bilancio se non sono trascorsi i tre anni dal momento dell'ingresso con tale carica nella società. Questo in estrema sintesi il principio espresso dalla Cassazione con la sentenza 3190/2016 .

La vicenda - Alla base del provvedimento una vicenda in cui un sindaco di una banca popolare aveva proposto ricorso contro quest'ultima per vederla condannare al pagamento del saldo del compenso a lui spettante per l'attività svolta in favore della spa fino ai primi giorni del 2006 per un ammontare complessivo di oltre 39mila euro. Sul punto la Corte ha chiarito che il sindaco il 13 gennaio 2006 aveva rassegnato le proprie dimissioni anche in funzione di una sanzione a lui irrogata dalla Banca d'Italia per non aver esercitato il doveroso controllo sulla corretta gestione e amministrazione della banca. La Corte, in pieno accordo con quanto puntualizzato dalla Corte d'appello di Torino, ha ritenuto che il compenso dovesse essere determinato in relazione alla durata dell'incarico, che per l'appunto nel caso dei sindaci è triennale. La decurtazione così è sembrata assolutamente ragionevole dal momento che il triennio doveva computarsi dall'aprile 2004 momento cioè dell'approvazione del bilancio 2003. E' stata ritenuta legittima, pertanto, la misura del compenso per una frazione di anno commisurata alle attività effettivamente espletate nel periodo in questione. A tal proposito il ricorrente ha ricordato (a più riprese) che nel bilancio relativo all'esercizio sociale 2005, approvato dall'assemblea nel maggio 2006, l'emolumento del sindaco era stato indicato per l'intero importo da lui preteso.

Il precedente - Sul punto i Supremi giudici proprio per sgomberare ogni possibile equivoco hanno richiamato un precedente (sentenza n. 6547/2013) secondo cui: «il bilancio di una società di capitali regolarmente approvato al pari dei libri e delle scritture contabili dell'impresa soggetta a registrazione, fa prova, ex articolo 2709 del codice civile , in ordine ai debiti della società medesima, ma l'apprezzamento è affidato alla libera valutazione del giudice del merito, alla stregua di ogni altro elemento acquisito agli atti di causa». Proprio per questo correttamente ha agito il giudice di seconde cure nel non accordare l'importo presumibilmente dovuto al sindaco perché la prestazione era stata eseguita solo parzialmente e così anche l'emolumento doveva essere corrisposto solo in parte.


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