Civile

Unioni civili: per il Cnf la base è la Costituzione

di Patrizia Maciocchi

Garantire la tutela della vita privata e familiare delle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali nel rispetto della Costituzione. La richiesta di colmare le lacune legislative in tema di convivenze e unioni civili è contenuta in una delibera, approvata dal dal Consiglio nazionale forense lo scorso ottobre e presentata ieri alla Camera dei deputati dalla consigliera Maria Masi coordinatrice della Commissione Famiglia e Pari opportunità. Il Cnf ha sollecitato Governo e Parlamento ad approvare una legge in linea con la Carta, nel corso di un convegno sul tema organizzato dal Cnf, al quale ha partecipato la senatrice del Pd Monica Cirinnà relatrice della proposta di legge che disciplina coppie di fatto e unioni civili. In relazione al documento il presidente del Cnf Andrea Mascherin ha espresso la volontà del Cnf «di partecipare sempre di più ai dibattiti in corso nella società civile che cambia, sapendo di poter fornire un contributo giuridico alla ricerca di soluzioni legislative in osservanza dei principi della Costituzione». L’impegno della massima rappresentanza dell’Avvocatura sarà quello di vigilare sulla effettiva tutela dei diritti delle persone e dei cittadini concorrendo alla loro realizzazione.

Nella delibera il Cnf mette l’accento sul nostro ordinamento giuridico, costruito sulla centralità della persona umana titolare del diritto inviolabile di esprimere la propria identità e il proprio orientamento sessuale, con la possibilità di realizzare le sue scelte come la costruzione di una famiglia. La chiave è ancora una volta nella Carta che, con l’articolo 3, vieta le discriminazioni e nella sollecitazione della Consulta (sentenza 138/2010) a riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali.


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