Civile

Deposito telematico dell'atto introduttivo e degli atti endoprocessuali

a cura della Redazione Lex 24



Processo civile telematico - Deposito telematico dell'atto introduttivo - Inammissibilità - Opposizione a decreto ingiuntivo - Atto introduttivo del giudizio - Deposito telematico – Inammissibilità.
È inammissibile il deposito telematico dell'atto di opposizione a decreto ingiuntivo, non essendo allo stato sussistente una disciplina giuridica ammissiva del deposito telematico degli atti introduttivi del procedimento. La previsione di cui all'art. 16 bis, D.L. n. 179 del 2012, della quale deve farsi rigorosa applicazione, consente, invero, il deposito telematico di atti dei difensori delle parti già costituite.
•Tribunale Bergamo, sezione III civile, sentenza 25 marzo 2015

Procedimenti civili, esecutivi e procedure concorsuali - Procedimenti instaurati a partire dal 30.06.2014 - Deposito in forma esclusivamente telematica degli atti endoprocessuali - Obbligatorietà dal 30.06.2014 - Procedimenti pendenti alla data del 30.06.2014 - Obbligo di deposito telematico - Riferimento agli atti endoprocessuali - Deposito divenuto obbligatorio a partire dal 31.12.2014 - Procedimenti già pendenti al 30.06.2014 - Possibilità per le parti di depositare telematicamente atti processuali e documenti - Deposito effettuato in tali modalità - Deposito da considerare perfetto ed autosufficiente - Necessità di integrazione cartacea - Esclusione.
In base all'art. 44 del D.L. n. 90 del 2014 - convertito in L. n. 114 del 2014 - nei procedimenti civili (contenziosi o di volontaria giurisdizione), in quelli esecutivi e nelle procedure concorsuali instaurati dinanzi al Tribunale a partire dal 30 giugno 2014, il deposito in forma esclusivamente telematica degli atti endoprocessuali (con esclusione, quindi, di quelli introduttivi e di costituzione delle parti) è divenuto immediatamente obbligatorio dal 30 giugno 2014, mentre nei procedimenti già pendenti alla data del 30 giugno 2014, l'obbligo di deposito telematico, sempre con riferimento agli atti endoprocessuali nell'ambito dei procedimenti prima indicati, è divenuto obbligatorio a partire dal 31 dicembre 2014. Fino a quest'ultima data, nei procedimenti già pendenti al 30 giugno 2014, era comunque concessa alle parti la facoltà di deposito telematico degli atti processuali e documenti ed il deposito effettuato in tali modalità doveva considerarsi perfetto ed autosufficiente, senza necessità di integrazione cartacea. In relazione al processo ordinario di cognizione, escludendo il processo esecutivo e le procedure concorsuali, l'obbligo del deposito telematico riguarda tutti gli atti endoprocessuali, quali memorieex art. 183, comma 6, c.p.c ., comparse conclusionali e memorie di replica ex art. 190 c.p.c. , ma anche (sempre per il tramite del difensore costituito) le relazioni dei consulenti tecnici di parte ed anche le domande cautelari in corso di causa. Orbene, si è così posto il problema di valutare l'ammissibilità del deposito telematico (e della conseguente costituzione in giudizio) degli atti di citazione (e/o dei ricorsi) e delle comparse di risposta (e/o delle comparse di intervento), ossia degli atti introduttivi del giudizio per i quali non è previsto l'obbligo del deposito telematico. In relazione ai procedimenti introdotti prima del 30 giugno 2014, alla luce del disposto di cui all'art. 44 del D.L. D.L. n. 90 del 2014, la facoltà di deposito telematico degli atti endoprocessuali (e dei documenti) era, ormai, concessa ex lege, e ciò a prescindere dal contenuto stesso del decreto DGSIA. Di conseguenza, in detti procedimenti, doveva ritenersi ammissibile il deposito telematico di qualunque tipo di atto endoprocessuale, anche se non menzionato nel decreto di cui sopra incluso il ricorso cautelare in corso di causa, ma anche, ad esempio, del ricorso in riassunzione. Principio ritenuto valido anche per gli atti introduttivi del giudizio instaurato dopo il 30 giugno 2014, per i quali il deposito telematico non è reso obbligatorio, ma non è neppure vietato. In definitiva, si è ritenuta sussistente una sorta di presunzione ex lege di funzionalità telematica del sistema nel singolo ufficio giudiziario, con la conseguenza di dover ammettere il deposito telematico in via facoltativa di qualsiasi atto (anche introduttivo o di costituzione in giudizio), indipendentemente dalla circostanza che esso sia assentito dal decreto dirigenziale di quel Tribunale.
•Tribunale Palestrina, civile, ordinanza 27 novembre 2014

Processo civile telematico - Deposito telematico - Deposito dell'atto introduttivo della lite - Presunzione ex lege - Deposito telematico in via facoltativa di qualsiasi atto – Ammissibilità.
Allo stato attuale della normativa deve ritenersi sussistente una sorta di presunzione ex lege di funzionalità telematica del sistema nel singolo ufficio giudiziario, con la conseguenza di dover ammettere il deposito telematico in via facoltativa di qualsiasi atto (anche introduttivo o di costituzione in giudizio), indipendentemente dalla circostanza che esso sia assentito dal decreto dirigenziale di quel Tribunale (nel senso dell'ammissibilità del deposito telematico degli atti introduttivi del giudizio cfr. Tribunale di Brescia, sezione lavoro, ordinanza del 7 ottobre 2014, e Tribunale di Milano, quarta sezione civile, ordinanza del 7 ottobre 2014).
•Tribunale Tivoli, civile, ordinanza 27 novembre 2014

Procedimento civile - Iscrizione a ruolo in data successiva al 30.06.2014 - Costituzione in giudizio solo con modalità telematica - Decreto ex art. 35, comma 1, del D.M. n. 44 del 2011 - Mancata attivazione del servizio telematico in relazione a tale atto - Inammissibilità della costituzione.
È inammissibile la costituzione in giudizio nel procedimento iscritto a ruolo in data successiva al 30 giugno 2014 - e dunque soggetto all' integrale operatività delle previsioni del D.L. n. 90 del 2014- avvenuta esclusivamente con modalità telematica, mediante invio a mezzo PEC direttamente nel sistema P.C.T. con la Consolle dell'avvocato, senza il deposito cartaceo, qualora il decreto ex art. 35, comma 1, del D.M. n. 44 del 2011 di cui è stato destinatario l'Ufficio Giudiziario interessato non prevede l'attivazione dei servizi telematici relativamente a tale atto. In ipotesi siffatte l'invio telematico della comparsa di costituzione deve ritenersi non legittimo poiché avvenuto mediante uno strumento di comunicazione privo di valore legale con conseguente declaratoria di inammissibilità della stessa per non essere tale specifico atto processuale ricompreso nel decreto di cui all'art. 35 citato, pur se tecnicamente possibile. L'atto inviato telematicamente, qualora non avente una specifica copertura normativa speciale, deve essere considerato alla stregua di un atto cartaceo di costituzione inviato a mezzo posta, essendo la mail certificata, così come la raccomandata, due mezzi di comunicazione, e la costituzione in giudizio non può avvenire con i predetti mezzi di comunicazione, necessitando del materiale deposito in Cancelleria.
•Tribunale Padova, sezione II civile, sentenza 3 settembre 2014

Procedimento civile – Previsione di cui all'art. 16 bis, I comma, D.L. n. 179 del 2012 - Obbligo di invio degli atti endoprocedimentali con modalità telematiche - Mancata previsione per gli atti introduttivi di attore e convenuto - Vuoto normativo nel processo civile telematico - Previsione dell'obbligo dell'invio telematico di alcuni atti - Impossibilità di ritenere sussistente il divieto di utilizzare quel medesimo canale comunicativo anche per altri atti - Significato - Necessità che alcuni atti, nei procedimenti iniziati dopo il 30 .06.2014, siano inviati secondo particolari modalità tecniche - Principio della libertà delle forme - Obbligo di utilizzare un certo strumento di trasmissione - Impossibilità di dedurre il divieto di utilizzo di quel medesimo strumento per gli atti introduttivi.
Il primo comma dell'art. 16 bis del D.L. n. 179 del 2012 sancisce l'obbligo dell'invio con modalità telematiche degli atti endoprocedimentali, ma nulla prevede sugli atti introduttivi di attore e convenuto, lasciando quindi un vuoto normativo nel processo civile telematico. Ed infatti, sancire l'obbligo dell'invio telematico di alcuni atti non significare vietare di utilizzare quel medesimo canale comunicativo anche per altri atti, significa solo statuire che alcuni atti, nei procedimenti iniziati dopo il 30 giugno 2014, devono essere inviati secondo particolari modalità tecniche che prima non esistevano. Poiché nel nostro sistema processuale vige il principio della libertà delle forme, laddove non diversamente stabilito, l'obbligo di utilizzare un certo strumento di trasmissione non può equivalere, nel silenzio della legge, a statuire il divieto di utilizzo di quel medesimo strumento per gli atti introduttivi, laddove invece per gli atti endoprocedimentali è addirittura obbligatorio. Orbene, se l'invio telematico è addirittura obbligatorio per gli atti endoprocedimentali ciò comporta innanzitutto che quella tipologia di strumento di invio è reputato idoneo dal legislatore a raggiungere lo scopo perseguito dalla norma, ovvero consentire alla parte di depositare l'atto processuale nel rispetto del principio del contraddittorio.
•Tribunale Padova, sezione II civile, sentenza 1 settembre 2014

Processo civile telematico - Deposito atti - Ricezione di email con la dicitura "accettazione deposito" - Deposito non avvenuto - Errore scusabile dell'avvocato - Rimessione in termini.
La ricezione, in conseguenza del deposito telematico di un atto del processo, di una email recante la dicitura "accettazione deposito" costituisce circostanza obiettivamente idonea a trarre in errore scusabile il destinatario della stessa in ordine al deposito dell'atto, tuttavia non avvenuto per inabilitazione della Cancelleria alla ricezione di quel determinato scritto di parte (nella specie costituito da una comparsa conclusionale). L'occorso, in quanto non imputabile al difensore, giustifica la rimessione in termini dello stesso al fine di procedere al deposito cartaceo dell'atto del processo.
•Tribunale Perugia, civile, sentenza 17 gennaio 2014


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