Civile

Paga l’Ici l’albergo dell’istituto religioso

di Giuseppe Debenedetto

Deve pagare l’Ici l’istituto religioso proprietario di un complesso immobiliare concesso in affitto per attività alberghiera. Con ordinanza 19016, depositata ieri, la Cassazione ha confermato l’esito del giudizio di merito, ponendosi in linea a proprie precedenti pronunce peraltro intervenute tra le stesse parti in causa ed inerenti altre annualità di imposta.

Nel caso in questione l’istituto religioso aveva già ricevuto altri avvisi di accertamento Ici per annualità pregresse al 2007, tutti impugnati fino ad arrivare al giudizio di legittimità conclusosi negativamente con tre pronunce della Cassazione emesse nel 2011. Tuttavia l’istituto religioso insiste e ripercorre le stesse tappe anche per l’accertamento Ici del 2007, tentando di ottenere questa volta una pronuncia favorevole. Ma i giudici di Piazza Cavour ritengono inammissibili i motivi di ricorso in quanto redatti in modo plurimo mediante la prospettazione di più censure su questioni differenti. Sul punto la Corte evidenzia che il “giudicato” (articolo 2909 del codice civile) è applicabile non solo allorché si tratti della medesima imposta, ma anche nel caso in cui gli atti tributari impugnati in due giudizi siano diversi.

Un altro rilievo dell’istituto religioso riguarda la cartella di pagamento emessa da Equitalia durante il contenzioso. E per la Cassazione l’ente impositore, e per esso l’agente della riscossione, può procedere al recupero del tributo anche in presenza di contenzioso.

Per quel che riguarda il fatto, l’ente ecclesiastico ha concesso in affitto il proprio immobile ad una società di capitali che effettua attività alberghiera, traendo così un reddito. Pertanto è del tutto evidente che difetta,a i fini della richiesta esenzione Ici, anche il requisito oggettivo previsto dalla norma, non trattandosi di un immobile destinato esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali.


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