Civile

Gli orientamenti su opposizione agli atti esecutivi

a cura della Redazione Lex 24

Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi, come disciplinato dagli articoli 618 del Cpc. e 185 disposizioni di attuazione al Cpc , è oggetto di attenzione dei giudici della Suprema corte


Opposizione agli atti esecutivi - Giudizio bifasico di natura unitaria - Atto introduttivo della fase di merito - Notificazione presso il difensore nominato per la fase sommaria - Validità - Sussistenza - Condizioni.
Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi, come disciplinato dagli artt. 618 cod. proc. civ . e 185 disp. att. cod. proc. civ. sebbene abbia struttura bifasica presenta natura unitaria, sicché l'atto di citazione per la fase di merito che segua, eventualmente, quella sommaria dinanzi al giudice dell'esecuzione è validamente notificato presso il difensore nominato con la procura alle liti rilasciata già nella prima fase, in mancanza di una diversa ed esplicita volontà della parte destinataria che abbia limitato, a tale fase, la validità del mandato difensivo.
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 20 aprile 2015 n. 7997


Opposizioni agli atti esecutivi - Giudizio di merito - Atto introduttivo - Forma propria del rito previsto per la trattazione dell'opposizione - Necessità - Giudizio da introdursi con citazione - Atto diverso nella forma ma corrispondente nel contenuto - Idoneità.
In materia di opposizione agli atti esecutivi, sebbene l'introduzione della fase di merito del giudizio - da compiersi nel rispetto del termine perentorio fissato dal giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 618, secondo comma, cod. proc. civ. - debba avvenire con atto recante forma consona al rito previsto per la trattazione dell'opposizione, allorché questa richieda l'adozione di un atto di citazione, può ritenersi idoneo allo scopo - in ossequio al principio dell'equipollenza degli atti - anche un atto diverso nella forma, purché contenente tutti gli elementi di cui all'art. 163, III comma, cod. proc. civ..
• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 9 aprile 2015 n. 7117


Opposizione agli atti esecutivi - Introduzione del giudizio di merito - Forma – Necessità di rispettare la forma richiesta per il rito da applicare in relazione alla fase a cognizione piena - Necessità.
A norma dell'art. 618, comma II, cod. proc. civ . l'introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio fissato dal giudice dell'esecuzione, all'esito dell'esaurimento della fase sommaria di cui al I comma della indicata disposizione, deve avvenire, analogamente a quanto previsto dall'art. 616 cod. proc. civ. , con la forma dell'atto introduttivo richiesta nel rito con cui l'opposizione deve essere trattata, quanto alla fase di cognizione piena; pertanto, se la causa è soggetta al rito ordinario, il giudizio di merito deve essere introdotto con atto di citazione, da notificare alla controparte entro il termine perentorio fissato dal giudice.
• Corte di cassazione, sezione VI - 3, ordinanza 7 novembre 2012 n. 19264


Opposizione all'esecuzione - Introduzione del giudizio di merito - Forma - Collegamento con il rito da applicare in relazione alla fase a cognizione piena - Necessità - Giudizio da trattare col rito ordinario - Notifica della citazione - Termini - Concessione di un ulteriore termine o nuova citazione ad iniziativa spontanea della parte - Ammissibilità - Limiti.
A norma dell'art. 616 cod. proc. civ . l'introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio fissato dal giudice dell'esecuzione, all'esito dell'esaurimento della fase sommaria di cui all'art. 615, II comma, cod. proc. civ. , deve avvenire con la forma dell'atto introduttivo richiesta in riferimento al rito con cui l'opposizione deve essere trattata quanto alla fase di cognizione piena; pertanto, se tale causa è soggetta al rito ordinario, detto giudizio di merito va introdotto con citazione da notificare alla controparte entro il termine perentorio fissato dal giudice, mentre l'eventuale concessione di un ulteriore termine per tale notifica o una nuova citazione ad iniziativa spontanea della parte sono ammissibili solo a condizione che, in relazione all'udienza di comparizione indicata dal giudice o indicata nel nuovo atto di citazione, venga rispettato il termine perentorio a suo tempo fissato dal giudice dell'esecuzione.
• Corte di cassazione, sezione III, ordinanza 19 gennaio 2011 n. 1152


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