Civile

Il successo commerciale trasforma in «forte» il marchio «debole»

Francesco Machina Grifeo

Anche un marchio cosiddetto «debole», per esempio perché costituito da parole di uso comune, deve beneficiare di adeguata tutela nei confronti della «contraffazione». Non solo, l'elevata diffusione pubblicitaria e commerciale possono trasformarlo in un marchio «forte». Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza 1861/2015 , accogliendo il ricorso di Natuzzi s.p.a. contro la sentenza della Corte di appello di Bari che aveva negato la confondibilità del marchio Divani&Divani con quello Divini&Divani di un'altra società. Il caso - ...


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