Civile

Donazioni, la mancata «assistenza» non autorizza la revoca per ingratitudine

Andrea Alberto Moramarco

Il mancato assolvimento dell'onere di una donazione, consistente nella prestazione dell'assistenza morale e materiale da parte del donatario nei confronti del donante, non è in grado di determinare la risoluzione per inadempimento, a meno che ciò non sia previsto nel contratto, e non può portare alla revocazione per ingratitudine, perché non configura una ingiuria grave. Lo ha affermato il Tribunale di Cassino con la sentenza 717/2014 .

La vicenda
- All'origine della controversia vi è una donazione effettuata da una madre in favore dei figli, con cui veniva assegnato, tra i vari beni, un immobile in nuda proprietà ad uno dei fratelli, con l'onere in capo a quest'ultimo di prestare assistenza materiale e morale nei confronti della madre usufruttuaria. Ritenuto che il figlio fosse inadempiente, la madre si rivolse al Tribunale chiedendo la revocazione per ingratitudine e/o la risoluzione per inadempimento del contratto di donazione. Il giudice è stato però di diverso avviso.

L'onere della donazione - In primo luogo, il Tribunale ritiene che l'apposizione di un onere o di una clausola modale all'interno della donazione non determina la trasformazione dell'atto di liberalità da contratto unilaterale a contratto a prestazioni corrispettive. Diversamente verrebbe meno la causa di liberalità che caratterizza il contratto di donazione. E proprio per la natura non sinallagmatica della donazione, «l'inadempimento dell'onere da parte del donatario non può comportare in suo danno la risoluzione della donazioneex art. 1453 c.c. e seguenti , salvo che tale possibilità non sia prevista espressamente nel contratto ex art. 793 c.c. ». E nella specie, nessuna clausola risolutiva per inadempimento dell'onere era prevista nel contratto.

L'ingiuria e la revocazione - In secondo luogo, il Tribunale ritiene che la mancata prestazione di assistenza al donante non può costituire quella grave ingiuria necessaria per la revocazione per ingratitudine della donazione ai sensi dell'articolo 801 del codice civile . In tale ipotesi si configura una sorta di incompatibilità caratteriale piuttosto che quel «durevole sentimento di disistima e di irrispettosità della dignità del donante». Per esservi ingiuria è necessario un comportamento, che va oltre il singolo episodio, che sia in grado di «ledere in maniera rilevante il patrimonio morale del donante, perché espressione di una radicata e profonda avversione verso di lui».


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