Civile

Terzo debitore, cade l’obbligo di partecipare all’udienza

di Giovanbattista Tona

Nel pignoramento di crediti la dichiarazione del terzo in ordine alle cose o alle somme di cui è debitore diventa, in via ordinaria, scritta; del tutto residuale è invece la partecipazione del terzo all’udienza dinanzi al giudice. La semplificazione - che si applica ai procedimenti che iniziano da giovedì 11 dicembre - è molto attesa soprattutto dai datori di lavoro, spesso coinvolti nei pignoramenti come terzi perché debitori degli stipendi nei confronti dei debitori.

L’articolo 19 del Dl 132/2014, convertito con modifiche nella legge 162/2014, ha riformato l’articolo 543, comma 2 n. 4 del Codice di procedura civile, con riguardo al contenuto dell’atto che deve essere notificato al terzo al momento dell’esecuzione del pignoramento. Oggi l’atto contiene la citazione a comparire davanti al giudice competente, oltre che del debitore, anche del terzo. Per i procedimenti che iniziano da giovedì, invece, la citazione a comparire del debitore sarà accompagnata solo dall’invito al terzo a comunicare la dichiarazione, prevista dall’articolo 547, con cui specifica di quali cose o di quali somme è debitore e quando vanno pagate o consegnate, al creditore procedente entro dieci giorni, a mezzo raccomandata o posta elettronica certificata. Il terzo andrà anche avvertito che, se non comunica la dichiarazione, dovrà renderla comparendo in udienza.

Il creditore procedente farà presente che quando il terzo non compare o, sebbene comparso, non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell’ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considereranno non contestati.

La dichiarazione potrà essere rilasciata sia personalmente sia a mezzo di procuratore speciale sia a mezzo del difensore, purché anch’esso munito di procura speciale.

Se il terzo non invierà la dichiarazione al creditore, dovrà presentarsi dinanzi al giudice, se non vuole che il credito pignorato presso di lui si consideri non contestato. Se all’udienza il creditore dichiarerà di non aver ricevuto la dichiarazione, il giudice fisserà con ordinanza un’udienza successiva. L’ordinanza dovrà essere notificata al terzo almeno dieci giorni prima della nuova udienza.

Se questi non comparirà alla nuova udienza o, comparendo, rifiuterà di fare la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considererà non contestato ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione e il giudice provvederà a norma degli articoli 552 o 553, cioè all’assegnazione o alla vendita delle cose dovute dal terzo o dei crediti.

Resta comunque, per il terzo, la possibilità di impugnare in base all’articolo 617 del Codice di procedura civile l’ordinanza di assegnazione del credito.

La relazione di accompagnamento al decreto legge 132/14 spiega che, eliminando i casi in cui il terzo tenuto al pagamento delle somme in favore del debitore esecutato debba comparire in udienza, si incrementa «il sistema economico, dal momento che (si) evita a imprese di grandi dimensioni o a pubbliche amministrazioni le inefficienze connesse alla necessità di comparire in udienza».

Vedi: La mini-riforma della Giustizia


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