Civile

Le domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso

a cura della Redazione Lex 24

Possesso - Azioni a difesa del possesso - Azioni possessorie - Risarcimento del danno - Domanda accessoria di risarcimento del danno - Necessità della prosecuzione del giudizio all'esito della fase sommaria ai sensi dell'articolo 703, quarto comma, cod. proc. civ. - Fondamento - Conseguente appellabilità dell'ordinanza che pronunci sulla pretesa risarcitoria.
Il soggetto leso che invochi la tutela possessoria, ove intenda ottenere la condanna dell'autore dello spoglio o della turbativa anche al risarcimento dei danni, deve necessariamente richiedere al giudice, nel termine previsto dall'articolo 703, quarto comma, cod. proc. civ. , la fissazione dell'udienza per la prosecuzione del giudizio di merito, ovvero proporre un autonomo giudizio, in quanto le questioni inerenti le pretese risarcitorie possono essere esaminate solo nel giudizio di cognizione piena. Ne consegue che, qualora il giudice adito con azione possessoria, esaurita la fase a cognizione sommaria, non si limiti a pronunciare sulla domanda di reintegrazione o di manutenzione, ma, travalicando i limiti del contenuto del provvedimento interdittale, decida altresì sulla domanda accessoria di risarcimento danni, il provvedimento adottato, anche se emesso nella forma dell'ordinanza, va qualificato come sentenza e, come tale, è impugnabile con appello.
• Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 30 settembre 2014 n. 20635


Possesso - Azioni a difesa del possesso - Reintegrazione da spoglio - In genere - Domanda di reintegra nel possesso - Domanda od ordine di reintegra per compossesso - "Mutatio libelli" od ultrapetizione - Esclusione - Fondamento.
Non si ha mutamento della domanda, né vizio di ultrapetizione, quando, chiestasi la reintegrazione nel possesso esclusivo dell'immobile, la reintegra venga poi chiesta od accordata all'attore per essere, anziché possessore esclusivo, semplicemente compossessore, in quanto il fatto costitutivo dell'azione resta il possesso, mutando solo il profilo giuridico dell'azione, ed in quanto non può ritenersi inibito al giudice, nel sovrano apprezzamento delle prove, di scorgere, anziché una situazione di possesso solitario, una convergenza di poteri di fatto che si traducono sostanzialmente in possesso.
• Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 12 giugno 2014 n. 13415


Possesso - Azioni a difesa del possesso - Azioni possessorie - Procedimento possessorio - Fasi del giudizio - In genere - Fase cautelare - Declaratoria di difetto di giurisdizione - Reclamabilità del provvedimento - Sussistenza - ragioni - Fissazione "ex officio" del termine per la prosecuzione del giudizio di merito - Necessità - Esclusione.
Il diniego di reintegra o manutenzione nel possesso, anche quando motivato in base al ravvisato difetto di giurisdizione del giudice ordinario, è reclamabile ai sensi dell'articolo 669-terdecies cod. proc. civ. , integrando quella decisione che "respinge la domanda" di cui all'articolo 703, terzo comma, del medesimo codice di rito civile, non sussistendo, inoltre, in tale ipotesi, a carico del giudice che abbia denegato la concessione dell'interdetto possessorio, alcuna necessità di fissare "ex officio" il termine per la prosecuzione del giudizio di merito, atteso che - ai sensi del quarto comma del medesimo art. 703, come modificato dall'articolo 2, comma 3, lett. e), n. 7.2), del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito in legge 14 maggio 2005, n. 80 - il carattere bifasico del procedimento possessorio è, ormai, soltanto eventuale.
• Corte di Cassazione, sezione Unite civili, sentenza 20 novembre 2013 n. 26037


Possesso - Azioni a difesa del possesso - Azioni possessorie - Procedimento possessorio - In genere - Ricorso ai sensi dell'articolo 703 cod. proc. civ. nella formulazione risultante dalla legge 26 novembre 1990 n.353 ma prima delle modifiche apportate dal d.l. 14 marzo 2005 n.35 conv. nella legge 14 maggio 2005 n.80 - Conclusione del procedimento con ordinanza contenente il regolamento delle spese e senza fissazione dell'udienza per il merito - Natura sostanziale di sentenza - Sussistenza - Appellabilità - Necessità.
Nell' ipotesi in cui il giudice adito con ricorso ai sensi dell'articolo 703 cod. proc. civ. - nella formulazione risultante dalla legge 26 novembre 1990 n.353 ma prima delle modifiche apportate dal d.l. 14 marzo 2005 n. 35 conv. nella legge 14 maggio 2005 n. 80 - concluda il procedimento possessorio con ordinanza, provvedendo anche al relativo regolamento delle spese processuali senza procedere alla fissazione dell'udienza di prosecuzione del giudizio di merito, il provvedimento ha natura sostanziale di sentenza ed è impugnabile con l'appello.
• Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 19 giugno 2007 n. 14281


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