Civile

Massima attenzione per i beni affidati in custodia

di Guglielmo Saporito

Massima attenzione per i beni affidati in custodia, poiché si risponde dei danni che ne possono derivare: lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 10 ottobre 2014 numero 21398. Nel caso specifico si discuteva di un grosso disco di cemento che, in occasione delle festività, un Comune calabrese utilizzava come base per l'albero di Natale.

È bastata questa circostanza per far ritenere il Comune responsabile dei danni causati dal manufatto, del quale l'ente locale era custode. Accade di frequente che il proprietario di un bene lo affidi ad una terza persona, che diventa custode: assumendo questo incarico (anche verbale), passano anche notevoli responsabilità, perché il custode è responsabile di tutto ciò che accade a causa di ed in collegamento con il bene custodito: alberi, dighe, canali, impianti fognari, strade, pavimenti sconnessi, gradini rotti, cancelli meccanici, ascensori, scale mobili malfunzionanti, sono tutti beni che possono causare danni e per i quali risponde il custode (non il proprietario).

Basta che un danno derivi dalla cosa in custodia per generare responsabilità dell'affidatario, anche se l'evento non ha alcuna relazione con l'uso normale del bene: nel caso esaminato dalla Cassazione il grosso disco di cemento aveva causato un infortunio abbattendosi su un incauto passante e quindi aveva arrecato danno al di fuori del suo uso normale (di sostegno dell'albero di Natale).

Lo stesso metro va utilizzato in tema di proprietà condominiali, che vedono l'amministratore responsabile con obbligo di vigilanza affinché non si verifichino danni a terzi o agli stessi condomini: la vigilanza e la responsabilità del custode cessano se vi è un altro custode, ad esempio se il bene non è direttamente accessibile all'amministratore del condominio ma è affidato alla custodia di uno dei condomini. La sentenza 21398 del 2014 chiarisce inoltre che l'obbligo di custodia non viene meno se la costa è usata in modo difforme dalla sua destinazione: tipico caso è quello del custode di un ponteggio o di un'impalcatura, che risponde anche per i danni causati da furti in appartamenti facilitati da tali strutture. Anche se l'impalcatura è stata utilizzata da un soggetto non qualificato ed in modo improprio, il custode risponde del furto agevolato dall'esistenza del ponteggio (Cass. 6435/2009).

Diverso problema è quello dell'eventuale concorso di responsabilità tra custode e danneggiato, qualora quest'ultimo abbia usato in modo improprio l'oggetto che ha causato il danno, perché il custode non è tenuto a prevedere la condotta irrazionale o il gesto inconsulto altrui. Tuttavia, la negligenza del danneggiato deve essere provata dal custode. Infine, la Cassazione sottolinea che non si può essere custodi “relativi” di un bene cioè limitatamente a certi usi o destinazioni della cosa custodita. Infine, tutti i possibili effetti dannosi devono essere evitati, perche' l'unica situazione che solleva da responsabilità è quella del cosiddetto “caso fortuito”.

A parte terremoti e alluvioni, è caso fortuito la rapina (con violenza), mentre il custode risponde nel caso di furto (cioè di sottrazione senza violenza): cio' non deve meravigliare, perche' tra i gravosi compiti del custode vi e' anche quello di prevedere un possibile furto (che quindi non puo' ritenersi “caso fortuito”).

In sintesi, la Cassazione sottoliena che la pubblica amministrazione e' responsabile di tutti i beni, ovunque si trovino, e qualsiasi uso se ne faccia, poiché è tenuta ad impedire che il bene del quale risulta custode possa danneggiare terzi. Nel contempo, la sentenza risulta di monito a tutti coloro i quali ritengono che un gesto di cortesia più o meno temporanea possa diluire le responsabilità: il custode, indipendentemente dalle circostanze, risponde sempre in modo pieno.


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