Civile

La definizione «fallito» all'esame della Consulta

di Alessandro Galimberti

Chi ha detto che il processo deve essere solo un luogo di meccanica, sorda e implacabile applicazione della legge, specie se la legge nasconde un che di ineducato, se non proprio di ingiusto nei suoi austeri commi? Dare del «fallito» all'imprenditore finito «insolvente» (spesso senza colpa propria) quasi fosse uno stigma personale, in sostanza, è ancora ammissibile nel terzo millennio? E, tra l'altro, dopo una serie di riforme del diritto fallimentare che hanno convertito la obsoleta indole afflittiva ...


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