Amministrativo

Il requisito di onorabilità nei contratti pubblici

di Guglielmo Saporito

In una gara per lavori di valorizzazione e riqualificazione fluviale integrata, l'amministrazione aveva revocato l'aggiudicazione ed escluso un'impresa per asserita mancanza del requisito di onorabilita' (articolo 38 Dlgs. 163/2006). Sennonche', dal tenore testuale della dichiarazione sostitutiva di certificazione richiesta dalla lettera d'invito con specifico stampato, dichiarazione che andava presentata unitamente all'istanza di partecipazione alla gara, si faceva riferimento alle sentenze di condanna passate in giudicato, a decreti penali di condanna divenuti irrevocabili ed alle sentenze di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p. “per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale”.

Questo tipo di richiesta e' apparsa, ai giudici del Tar, idonea ad indurre in errore l'impresa concorrente, la quale aveva dichiarato l'assenza di condanne per reati gravi pur avendo subito una sentenza di condanna per deposito di rifiuti non pericolosi senza autorizzazione. Secondo il Tar, non si e' in presenta di un'ipotesi di falsa dichiarazione, bensi' si e' verificato un caso di omessa dichiarazione, con conseguente sussistenza di un obbligo per l'Amministrazione di procedere alla verifica della eventuale incidenza di tale condanna sulla moralità professionale della ricorrente quale causa ostativa alla partecipazione alla gara. In conseguenza, l'aggiudicazione e' stata sospesa e l'amministrazione dovra' procedere ad un piu' approfondito esame della tipologia della condanna per cio' che riguarda l'affidabilita' dell'impresa.


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