Amministrativo

Soppressione uffici postali: illegittima la sola motivazione economica

di Simona Gatti

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I ricorsi relativi alla chiusura di uffici postali competono al giudice amministrativo e la motivazione solo economica alla base della soppressione di uffici cosiddetti marginali è illegittima. Il Tar Calabria con la sentenza n. 244 depositata lo scorso 25 febbraio ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Reggio Calabria per l'annullamento dell'atto emanato da Poste Italiane Spa concernente l'avviso di chiusura di due uffici di due piccoli centri e la drastica riduzione dell'orario di apertura al pubblico di un altro sportello.

La questione della giurisdizione - Sulla questione relativa alla giurisdizione, secondo il tribunale la fattispecie in esame non è riconducibile a un mero rapporto di utenza, dal momento che la condotta di Poste Italiane ha effetti di carattere generale su un'intera popolazione locale. Il caso esaminato, dunque, rientrando nella nozione ampia di servizio pubblico, correttamente è esaminato dalla giustizia amministrativa e non da quella ordinaria.

Le motivazioni del provvedimento - Per quanto riguarda l'aspetto relativo all'esigenza di chiudere determinati uffici i giudici chiariscono che a fronte di situazioni particolari legate alla conformazione geografica dell'area interessata, il criterio dell'economicità non può essere assunto a dato assoluto e anche le distanze chilometriche devono essere valutate con estrema attenzione, senza fare scattare automatismi “matematici”.

Se è vero che gli Uffici postali “marginali” rappresentano verosimilmente un costo elevato per Poste Italiane, è vero anche che il loro ridimensionamento o la loro razionalizzazione, non può avvenire seguendo una logica solamente di tipo economico e senza prevedere valide alternative. In questo contesto, l'esigenza di assicurare il servizio universale impone all'ente che ha il compito di garantirne l'attuazione, quando assume la decisione di sopprimere un Ufficio postale, di indicare puntualmente le ragioni per cui, in quel luogo, restano garantite prestazioni di servizi conformi agli obblighi imposti a livello europeo e nazionale.


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