TRASFERIMENTO GIUSTIFICATO, RIFIUTO ILLEGITTIMO

LA DOMANDA La mia azienda mi ha inviato una lettera di trasferimento a più di 800 chilometri di distanza. Nella lettera non sono precisati i punti che determinano la giusta causa per cui è stata fatta vertenza, che però personalmente vedo come causa persa, perché il sindacato a cui mi sono rivolta è visibilmente dalla parte dell'azienda. Preciso che il mio contratto è di telecomunicazioni a 30 ore part-time. Per motivi economici, non posso spostarmi da casa mia al luogo di lavoro; ho comunicato via email le mie difficoltà e chiesto un aiuto economico o perlomeno un anticipo del mio stipendio, ma l'azienda non ha risposto. Se non mi presento sul luogo di lavoro, cosa può accadermi? Come posso difendermi? Può l'azienda sostenere che, per inadempienza da parte mia, è come se mi fossi licenziata? E se mi mettessi in mutua? Anche in questo caso si tratterebbe di inadempienza? Se c'è di mezzo una vertenza che riguarda la giusta causa, è vero che posso astenermi dall'andare?

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