LA «VALENZA» VERSO TERZI DEGLI ATTI CATASTALI

LA DOMANDA In una visura catastale a stampa, si fa riferimento a uno o più atti pubblici nelle varie mutazioni (ad esempio, passaggi di proprietà, superficie, variazioni colturali, eccetera). Il riferimento ai notai che hanno erogato l'atto, così come il giorno, mese, anno, le parti, il repertorio, la registrazione, eccetera, coincidono in tutte le "voci". L'unico punto che non coincide riguarda la superficie riportata dal catasto, che è inferiore a quella effettivamente dichiarata nell'atto notarile. La visura catastale cartacea in copia semplice, ma con il solo timbro dell'agenzia del Territorio (provinciale), potrebbe definirsi o meglio equipararsi a un atto pubblico? È una pubblica attestazione anche verso terzi? Se la risposta è positiva, che titolo di prova può rivestire?

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