I DUE CRITERI PER RIPARTIRE I COSTI DI RISCALDAMENTO

LA DOMANDA Ho un dubbio sulla ripartizione delle spese di riscaldamento, così com'è prevista dal Dlgs 102/2014. La norma Uni 10200 suddivide la spesa complessiva in quota volontaria (quota parte della spesa energetica), da frazionare secondo le letture dei ripartitori, e quota involontaria (parte rimanente della spesa energetica, più costi fissi di conduzione e manutenzione), da ripartire secondo i millesimi di fabbisogno. Il decreto prevede la suddivisione della spesa complessiva (spese energetica, più costi di conduzione e manutenzione) in quota fissa (non superiore al 30%, da ripartire secondo metri cubi, potenze installate, eccetera) e quota variabile (non inferiore al 70%, da frazionare secondo le letture dei ripartitori). Il mio dubbio nasce dal fatto che il consuntivo delle spese di riscaldamento presentato in assemblea è stato calcolato applicando il Dlgs 102/2014, ma ha mantenuto la suddivisione prevista dalla norma Uni 10200. E tale suddivisione mi sembra non in linea con quanto disposto dal decreto.

Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?