«RURALITÀ» DEI FABBRICATI SEMPRE AGGIORNABILE

LA DOMANDA Per tre piccoli fabbricati rurali (in territorio montano), condotti da un coltivatore diretto con contratto registrato, si è proceduto all'accatastamento rispettivamente in categoria A/3 (abitazione di fatto non utilizzata e priva di utenze) e C/2 (fienile e piccolo deposito, utilizzati per il ricovero di derrate agricole). In sede di accatastamento, il tecnico ha omesso l'annotazione «R». Per tutti questi immobili, attualmente viene corrisposta l'Imu. L'agenzia delle Entrate rifiuta di attribuire la «R» con una variazione Docfa (Documenti catasto fabbricati), ritenendo che la stessa sia acquisibile solo in fase di primo accatastamento. Ma se la strumentalità dei depositi è collegata all'effettivo uso per finalità agricole, non dovrebbe essere possibile una variazione successiva, nel momento in cui si stipula un contratto di fitto agricolo?

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