PART TIME: L'ORARIO CAMBIA CON IL SÌ DEL LAVORATORE

LA DOMANDA Lavoro per un ente privato (Exipab); il mio contratto di lavoro, datato 2007, è a tempo indeterminato, part time verticale (18 ore a settimnana) ai sensi dell’articolo 2, Dlgs 29/93, dell’articolo 14 del Ccnl comparto Regioni-Autonomie locali del 6 luglio 1995 e articolo 12 del nuovo ordinamento professionale del personale. Nel contratto non è segnata la fascia oraria di lavoro. Sono un educatore che opera in una comunità residenziale, l’orario è articolato dalle 10 del mattino alle 10,30 del mattino successivo; nel mio caso, 1 turno settimanale. La fondazione ha aperto un nuovo servizio e mi ha imposto il trasferimento senza il mio consenso. Il nuovo orario prevede 3 giorni la settimana la fascia oraria 17-22 e un quarto ingresso per riunioni. Lo stipendio diminuirà venendo meno le indennità notturne. Le spese di trasferta aumenteranno e mi vedrò costretta a cercare un secondo part time: ho 51 anni. Il trasferimento è legale senza il mio consenso? È possibile un accordo tra le parti, anche a fronte del danno legato all’aspetto retributivo? Posso venire licenziata se non accetto?

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