L'EREDITÀ DEI GENITORI NON SI VALUTA COME UNICUM

LA DOMANDA Due coniugi, in regime di comunione legale di beni, donano in vita la nuda proprietà della quasi totalità dei loro beni ai tre figli, che accettano con un unico atto notarile in conto successione testamentaria "ciascuno per i propri diritti e in solido" e dichiarano di voler dispensare da futura collazione. Il padre dona la quasi totalità dei suoi beni al figlio maschio. La madre dona la quasi totalità dei suoi beni alle due figlie femmine. Alla morte dei genitori avviene che, considerando l'intero patrimonio familiare come un "unicum" non c'è lesione di legittima. Ove invece i patrimoni vangano considerati come separati, c'è una molto consistente lesione di legittima riguardo al patrimonio paterno ed una piccola da parte del patrimonio materno. Le due figlie femmine lamentano lesione di legittima considerando i due patrimoni come separati nell'ambito della successione necessaria paterna. Il patrimonio deve essere considerato unitariamente o separatamente?

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