GLI EREDI NON SI ACCORDANO: LA COMUNIONE VA SCIOLTA

LA DOMANDA Un mio cliente ha assistito la madre, vedova ultranovantenne, riconosciuta "non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita", abitando con lei e assistendola, negli ultimi sei anni di vita, nella casa già cointestata alla mamma e ai suoi tre figli, tra cui il mio cliente, senza pretendere compensi e condividendo le spese del vitto. Attualmente l'abitazione è cointestata ai tre figli eredi. Successivamente, sono state avviate le pratiche di vendita della casa, tra l'altro gravata da un'ordinanza comunale di diffida a eseguire lavori di manutenzione strutturale, a seguito di rilievi effettuati dai vigili del fuoco. Sulla stessa sono state effettuate tre perizie di stima, del valore rispettivamente di 100.000, 114.000 e 144.000 euro. Il mio cliente avrebbe voluto acquistare la casa, riconoscendo a ciascuno dei due fratelli la somma di 38.000 euro, ma tale proposta non è stata accettata. Può egli opporsi alla vendita in qualità di comproprietario?

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