DOPO L'ACCETTAZIONE NON SI PUÒ PIÙ RINUNCIARE

LA DOMANDA Un uomo, celibe e senza prole, residente in Svizzera, muore in Italia, ove era proprietario di immobili, di beni mobili registrati, di un libretto di risparmio cointestato con la madre ancora vivente, di crediti nei confronti di uno dei due fratelli, ancora vivente, e delle due sorelle, entrambe viventi, mentre in Svizzera aveva un'assicurazione, la cui beneficiaria, per la legge elvetica, è la madre. Chiamati all'eredità sono madre, sorelle, il fratello e i figli del fratello morto. Le sorelle e il fratello, in forza di delega della madre, estinguono il libretto postale intestato anche al de cuius, imputando tutte le somme presenti a un conto corrente appositamente aperto e intestato esclusivamente a loro. Dopo alcuni mesi, al sorgere delle spese ereditarie, una sorella decide di rinunciare all'eredità, i figli fanno altrettanto e restano i nipoti minorenni. Si configura un'accettazione tacita dell'eredità in capo a tutti e tre i fratelli oppure la rinuncia, fatta in questi termini, è valida?

Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?