QUOTA INVOLONTARIA PER CONDÒMINI DISTACCATI

LA DOMANDA Mi sono distaccata dal riscaldamento centralizzato a gasolio e, dopo un anno (nel 2015), l'assemblea ha deliberato di sostituire la vecchia caldaia con una nuova, a gas metano, di ultima generazione, con contabilizzatori di calore e valvole termoregolatrici. Ora è stato dato incarico a un professionista di redigere le tabelle millesimali di fabbisogno per i cosiddetti consumi involontari, ex norma Uni 10200:2015. È corretto che le tabelle vengano redatte pure per i "distaccati" e che questi debbano assoggettarsi al pagamento della quota, anche se, avendo essa come presupposto i meri consumi, non li dovrebbe riguardare? Aggiungo che il mio appartamento è locato e, se dovessi pagare, dovrei addossare la quota per consumo involontario al mio inquilino. Infine, se la quota di consumi involontari trova ragion d'essere nelle dispersioni, per ragioni di equità si dovrebbe tenere conto anche delle dissipazioni di calore che si propagano dal mio appartamento (a spese mie) verso gli altri.

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