L'USUFRUTTO NON GARANTISCE IL DIRITTO DI ABITAZIONE

LA DOMANDA Tempo fa ho venduto la nuda proprietà del mio alloggio, dove abito, alla figlia, riservandomi l'usufrutto. Nell'atto notarile è stabilito che il prezzo venga pagato con numero x di rate, inferiori a 1.000 euro, senza indicazioni se mensili, bimestrali o altro. Quando la figlia può, mi paga una rata, e io rilascio regolare ricevuta. Atteso che la figlia si trova in difficoltà per la perdita del posto di lavoro, chiedo se posso ricorrere alla remissione del debito. In tal caso, quale procedura dovrei seguire? Nei confronti dell'agenzia delle Entrate devo dichiarare le somme ricevute e quelle eventuali non versate, derivanti dal debito residuo? L'agenzia delle Entrate potrebbe interpretare la vendita come una donazione? A quali conseguenze con il fisco potrò andare incontro? Inoltre, in caso di mia premorienza mia moglie convivente, nullatenente, avrebbe il diritto di uso dell'abitazione? Siamo in regime di separazione dei beni.

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