IL LAVORO AUTONOMO DEI DOCENTI DI MUSICA

LA DOMANDA Sono legale rappresentante di un'associazione musicale che si avvale di docenti in giorni non preventivamente stabiliti (senza vincolo di orario e di subordinazione). I relativi compensi sono stati classificati, secondo le norme vigenti ante Jobs act, redditi diversi ai sensi del'articolo 67, comma 1, lettera m) Dpr 917-1986. Tali rapporti sono regolati da lettera di incarico con riferimento alle disposizioni del Codice civile in materia di lavoro autonomo. Alla luce della riforma strutturale del Jobs act, possono essere mantenuti tali incarichi senza incorrere nella presunzione di lavoro subordinato?

L’articolo 2 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, dispone che a far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Il comma 3 aggiunge che le parti possono richiedere alle commissioni di cui all’articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, la certificazione dell’assenza dei requisiti di cui sopra e che il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un avvocato o da un consulente del lavoro. Come sembra dal quesito, non vi è vincolo di orario e presumendo che l’associazione abbia carattere prevalentemente “culturale” e non di lucro, e che la prestazione possa essere resa anche al di fuori dei locali di proprietà dell’associazione, la quale non determina dunque il luogo e l’orario di lavoro, in linea di massima il lavoro autonomo pare sostenibile. In alternativa, l’associazione può anche ricorrere al lavoro accessorio (voucher) per queste prestazioni, nei limiti e alle condizioni previste dall’articolo 48, Dlgs n. 81/2015.

Da: Banca Dati Legale


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